La croce in oro bianco appoggiata a una pietra chiara: al centro dell'incrocio la rosetta in oro giallo.

Collezione Gioielli di Firenze·Pendente·Stile Fiorentino

Pendente croce in oro bianco e giallo, foglie traforate e incise a bulino

Quattro grammi e trenta d'oro per quattro centimetri e sei di croce: il resto l'ha portato via il seghetto.

€1.260,00 P272F

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La croce è in oro bianco e i bracci non sono pieni: sono ritagliati col seghetto in un disegno di foglie, con i vuoti aperti da parte a parte, e ogni foglia è incisa a bulino una per una. Anche le quattro estremità finiscono a foglia. Al centro dell'incrocio è montata una rosetta in oro giallo; in oro giallo è anche la contromaglia, incisa con lo stesso segno.

Quattro centimetri e sei di altezza con la contromaglia, due centimetri e quattro di larghezza, quattro grammi e trenta di oro a diciotto carati diviso fra i due colori. Per una croce di questa misura è un peso contenuto, e a farlo è il vuoto: qui le foglie non sono un ornamento appoggiato sopra, sono la struttura, e sono loro a tenere insieme i bracci.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

4,30 grammiOro bianco e giallo 18kt 750‰
Metalli
Oro bianco e giallo 18kt 750‰
Stile
Stile Fiorentino
Misure
46 × 24 mm (con contromaglia)
Lavorazione
Realizzato interamente a mano, col traforo e con l'incisione a bulino.
Veduta di scorcio, con la contromaglia in oro giallo incisa a bulino.
La croce sospesa dal bordo della pietra: si vede l'anellino che la tiene alla contromaglia.
Veduta frontale intera: il disegno delle foglie e i vuoti del traforo su tutti e quattro i bracci.
Su fondo di ardesia scura, dove il traforo si legge vuoto per vuoto.
Dettaglio in obliquo: i rilievi delle foglie incise e la rosetta in oro giallo.

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Due ori sullo stesso pezzo
Bianco e giallo hanno durezze e temperature di saldatura diverse: montarli insieme vuol dire lavorare due metalli che non reagiscono allo stesso modo sotto la fiamma, e farli combaciare senza che il giunto si veda.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

Richiedi un pezzo su misura
Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.