Quarzo citrino
Centrale, nel castone d'argento
- Taglio
- Ovale a scacchiera
- Carati
- ct 16,50
- Nota
- Naturale
Collezione Rinascimento·Anello·Stile Fiorentino
Sedici carati e mezzo di quarzo citrino a scacchiera, e sotto il castone altri sedici citrini in fila.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Al centro c'è una sola pietra grande: un quarzo citrino ovale, posato di traverso nel senso della fascia, tanto che i due capi dell'ovale escono oltre i lati del dito. Lo tiene un castone d'argento alto e cilindrico: la parete è satinata a righe fini fra due fili lucidi, e sotto la pietra corre un filo perlinato. Subito sotto il castone gira una fila continua di citrini piccoli, uno accanto all'altro, fermati fra i grani del metallo e chiusi fra due bordi perlinati. Da lì in giù l'argento non è più pieno: è traforato in foglie lanceolate, e su ogni foglia le nervature sono incise a bulino. Le spalle sono alte e si assottigliano scendendo; dentro la fascia l'argento resta liscio.
Il quarzo citrino centrale è naturale e pesa sedici carati e cinquanta, cioè tre grammi e trenta di sola pietra, e la sua corona non ha una tavola liscia ma un reticolo di quadretti. Il citrino è un quarzo, giallo per natura: il commercio a volte lo chiama topazio, ma il topazio è un altro minerale. Intorno ne stanno altri sedici, piccoli, dello stesso giallo. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa dieci grammi e novanta, ed è l'unico metallo del pezzo: fa il castone, la fila delle sedi, il traforo e la fascia. Diamanti non ce ne sono: la luce qui non è scintilla, è il giallo che i quadretti della scacchiera tengono in profondità.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Centrale, nel castone d'argento
A contorno, in fila sotto il castone
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.