Il pendente di fronte, appoggiato a pietra bianca: la perla nell'incavo scurito

Collezione Creazioni in Argento·Pendente

Pendente in argento a goccia aperta con perla d'acqua dolce, su cordoncino di seta verde

Cinque centimetri e mezzo di goccia vuota, e la perla non è incastrata: sta appoggiata nell'incavo, con il nero dietro a farle da fondo.

€175,00 PL48P3ma

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corpo del pendente è una goccia lunga e vuota. Un nastro d'argento largo parte dall'alto, scende, gira in fondo e risale: nel giro si incava come un cucchiaio, e l'incavo è scurito quasi al nero mentre il bordo che lo delimita è stato rilucidato a specchio. Sopra lo stesso percorso corre un secondo nastro, sottile, che disegna una seconda goccia dentro la prima e lascia un vuoto stretto fra le due. Dentro l'incavo, appoggiata dove il giro è più largo, sta la perla bianca: il nero dietro non è un caso, è quello che le tiene il riflesso: su un fondo lucido la perla si sarebbe confusa con l'argento. In alto i due nastri si torcono l'uno sull'altro e l'argento si ripiega in un passante largo, dentro cui scorre il cordoncino di seta verde. Dal rovescio si vedono la coppa che regge la perla e, sul fianco del nastro, il punzone del titolo.

Cinque centimetri e mezzo di altezza per il solo pendente, e sette grammi e dieci d'argento a novecentoventicinque millesimi: pesa poco per la sagoma che ha, perché è quasi tutto vuoto — il metallo sta sul contorno, e dentro non c'è che la coppa della perla. La perla misura dodici millimetri per nove e mezzo: l'azienda la chiama tonda, ma quei due numeri dicono che è leggermente schiacciata, e nelle fotografie si vede. Che sia coltivata o naturale non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Il cordoncino è compreso nel prezzo: sessanta centimetri di seta verde, con i terminali in argento, il moschettone e una catenella corta per accorciarlo. È la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo; l'argento invece si rilucida sempre, ma non dentro l'incavo, perché lì lo scuro è il disegno. Chi preferisce il metallo può chiedere all'azienda di aggiungere una catena d'argento. Il cofanetto è compreso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,10 grammiArgento 925‰
Seta Cordoncino verde con terminali in argento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nell'incavo, lucida sui bordi e sul passante
Misure
Altezza del pendente 5,5 cm · perla 12,00 × 9,5 mm · cordoncino di seta, lunghezza 60 cm
Lavorazione
Realizzato a mano: il nastro d'argento piegato a goccia e incavato nel giro, il fondo scurito e i bordi rilucidati a specchio, il secondo nastro sottile che disegna la goccia interna, la perla assestata nell'incavo, i due nastri torti in alto e ripiegati a formare il passante. Il cordoncino di seta entra per ultimo nei terminali d'argento.

Le pietre

Perla d'acqua dolce

Una, appoggiata nell'incavo della goccia

Taglio
Non tagliata
Nota
12,00 × 9,5 mm; l'azienda non dichiara se sia coltivata o naturale, e il peso in carati non è dichiarato
Di tre quarti, con il cordoncino di seta verde infilato nel passante
Appeso e fermo: il passante d'argento e la torsione dei due nastri in alto
Ravvicinata: il vuoto stretto fra il nastro largo e quello sottile
La goccia sospesa su fondo chiaro, di sbieco, con il bordo rilucidato a specchio
Il rovescio, con il punzone del titolo inciso sul fianco del nastro
Il retro da vicino: la coppa che regge la perla dentro il giro della goccia
La chiusura del cordoncino: i terminali d'argento, il moschettone e la catenella di regolazione

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Seta
La seta è il filo di un baco, non materia da orafo: non si salda, non si lucida e sotto la fiamma brucia invece di scaldarsi. Su un pezzo che la usa il metallo si finisce per intero prima, e il cordoncino entra per ultimo dentro i terminali d'argento, che gli si stringono attorno a freddo: da quel momento sul pendente non si salda più niente. È anche l'unica parte che invecchia — assorbe il sudore e il profumo, si sfilaccia dove sfrega contro il passante e bagnandosi si accorcia e si indurisce — mentre l'argento si può sempre rilucidare. Si guarda dove entra nei terminali, ed è lì che va rifatta: prima che ceda, non dopo.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.