L'anello di tre quarti su pietre bianche: il castone d'oro spostato verso un bordo della fascia d'argento traforata

Collezione Rinascimento·Anello·Lavorazione Fiorentina, traforo a girali con castone fuori asse

Anello Rinascimento asimmetrico con ametista a cuscino, castone d'oro fuori asse su argento traforato

Il castone d'oro, due grammi e mezzo, non sta al centro della fascia: è spostato su un bordo, e il traforo gli resta tutto da un lato.

€1.490,00 A844Fam

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La fascia è larga, d'argento, e traforata da parte a parte: girali d'acanto che si avvolgono una sull'altra, ritagliate a giorno e poi incise a bulino nervatura per nervatura, con un filo perlinato a chiudere i due bordi. Sopra sta un castone d'oro giallo a parete alta, satinata, col filo di sopra lucido, e dentro un'ametista a cuscino con gli angoli arrotondati. Il castone non è al centro: è spostato quasi contro uno dei due bordi della fascia, e tutto il traforo che avanza resta dall'altra parte. È montato anche di sbieco, con i lati che non seguono i bordi, e un angolo che scende dentro le foglie. Dentro, l'argento torna liscio, perché quella è la parte che sta sul dito.

L'oro a diciotto carati pesa due grammi e cinquanta e sta tutto nel castone: non fa struttura, fa la sede della pietra. Tutto il resto — la fascia, il traforo, le foglie e i due fili perlinati dei bordi — è argento a novecentoventicinque millesimi e pesa undici grammi, quattro volte e mezzo l'oro. Diamanti non ce ne sono: la luce viene dal viola della pietra e dai vuoti del traforo, che tengono l'ombra dietro le nervature incise. Quello che manca è il centro. In un anello dove ogni altra cosa è ripetuta e regolare, la pietra fuori asse è l'unico punto che non torna, e si vede prima delle foglie.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

11,00 grammiArgento 925‰
2,50 grammiOro giallo 18kt 750‰
Metalli
Argento 925‰ e oro giallo 18kt 750‰
Stile
Lavorazione Fiorentina, traforo a girali con castone fuori asse
Lavorazione
Completamente realizzato a mano: la fascia in argento traforata e incisa a bulino, il castone in oro giallo piegato dalla lastra e montato fuori asse, l'ametista chiusa spingendo a freddo il bordo dell'oro sulla pietra.

Le pietre

Ametista

Unica, nel castone d'oro montato fuori asse sulla fascia

Taglio
A cuscino
Nota
Naturale
Ravvicinato di tre quarti: da un lato del castone resta un largo campo di girali traforate, dall'altro quasi niente
L'anello in piedi, quasi di fronte: l'altezza della cupola traforata e la pietra fuori dall'asse del dito
Il gioiello dall'alto: l'ametista a cuscino e le girali d'acanto ritagliate a giorno intorno al castone
Veduta dall'alto più distante: si misura quanta fascia traforata resta libera da una parte sola
Scatto in studio su fondo chiaro: il castone di sbieco, coi lati che non seguono i bordi della fascia
Dall'alto in studio: la parete satinata del castone, il filo lucido di sopra e l'interno liscio dell'anello
Dettaglio ravvicinato: le foglie incise a bulino tagliate corte dove l'oro del castone appoggia sul traforo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Castone fuori asse
Un castone spostato di lato non è un castone centrato messo male: la sede va aperta dove il traforo è già ritagliato, e le foglie che gli capitano sotto vanno tagliate corte perché l'oro appoggi su metallo pieno e non sul vuoto. Il peso della pietra cade allora fuori dall'asse del dito, e la fascia va lasciata più piena sotto il lato carico: se resta uguale dalle due parti l'anello gira da solo e la pietra finisce di traverso.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.