Il pendente Marte col turchese, appeso al cordoncino di seta grigia

Collezione Marte·Pendente

Pendente Marte in argento brunito con turchese ovale a cabochon e un diamante in castone d'oro

Un decimo di grammo d'oro in tutto il pendente, e sta tutto nel castone dell'unico diamante.

€400,00 PA222bturc

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il turchese è un cabochon ovale, azzurro chiaro e bombato, lucidato senza una faccetta: la luce non entra, si ferma sulla curva, e verso l'alto passa una velatura più chiara. A tenerlo c'è un castone d'argento chiuso, un anello liscio che gira tutt'intorno e si ripiega sul bordo della pietra: è l'unica linea regolare del pezzo. Tutto il resto è argento aperto a vuoti irregolari — rami che si accavallano, buchi tondi e ovali di misure diverse, punte che finiscono in pallini schiacciati — e nessun vuoto somiglia a quello accanto. I fondi restano neri, i rilievi sono rilucidati: il disegno viene avanti per contrasto, come in tutti i Marte. In alto a sinistra del turchese, incastrato fra due rami, sta un solo diamante, sollevato dalle griffe di un castone d'oro giallo: è l'unico punto d'oro del pendente. In cima il passante è dello stesso argento bucato, e ci passa dentro un cordoncino di seta grigia.

Il ciondolo misura ventidue millimetri per sedici. Sedici grammi e ottanta d'argento a novecentoventicinque millesimi fanno il corpo, il passante e la ferramenta del cordoncino — i finali, il moschettone, la catenella di allungamento e la piastrina tonda col giglio che si vedono nelle fotografie. L'oro a diciotto carati è un decimo di grammo: centosessantotto volte meno, e sta soltanto nel castone del diamante. Il diamante naturale, taglio brillante, è tre centesimi di carato: non è una pietra che pesa, è una pietra messa fuori centro, di fianco al turchese invece che sopra, e serve a rompere la simmetria di tutto il resto. Il turchese è dichiarato naturale. Resta una pietra tenera e porosa — si riga con poco e assorbe quello che tocca — quindi il pendente si sfila prima delle creme, dei profumi e dei detersivi: l'azzurro che si spegne non si riaccende.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

16,80 grammiArgento 925‰
0,10 grammiOro giallo 18kt 750‰
0,03 carati Diamanti · uno, in alto a sinistra del turchese
Metalli
Argento 925‰ · Oro giallo 18kt 750‰
Misure
Pendente 22 × 16 mm
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: l'argento modellato a rami e aperto a vuoti irregolari, brunito nei fondi e rilucidato sui rilievi; il turchese chiuso in un castone d'argento ripiegato sul bordo della pietra; il diamante montato su griffe in un castone d'oro giallo; il passante bucato con lo stesso disegno del corpo.

Le pietre

Turchese

Al centro, in un castone d'argento chiuso

Taglio
Cabochon ovale
Nota
Naturale

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Uno, in alto a sinistra del turchese 0,03ct Brillante Diamante naturale, su griffe in un castone d'oro giallo
Su seta bianca: il castone d'argento intorno al turchese e il diamante in alto a sinistra
Il pendente e il nodo del cordoncino sulla seta
Posato su pietre bianche, con la catenella di allungamento distesa di lato
Appoggiato su un ramo secco, veduta di tre quarti
Veduta frontale su fondo chiaro: i vuoti irregolari dell'argento brunito e il passante bucato
L'insieme: il cordoncino di seta grigia annodato e il pendente al centro
Il pendente sul ramo, col cordoncino che scende di lato
Veduta di tre quarti: lo spessore dell'argento e il fianco del castone
La catenella di allungamento in argento col moschettone, aperta sul ramo
I finali in argento del cordoncino e l'attacco della catenella
La piastrina tonda in argento col giglio fiorentino, in fondo alla catenella
La catenella a maglie tonde e la piastrina «Made in Florence»

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Turchese
Il turchese è una pietra tenera e porosa: si riga con poco e beve quello che tocca. Per questo non si sfaccetta ma si sgrossa e si lucida a cupola, e per questo si monta per ultimo, a montatura fredda e finita: sotto la fiamma il turchese vira al verde, e non torna indietro. Quasi tutto il turchese in commercio è stabilizzato con resina proprio per reggere il taglio, la lucidatura e l'incassatura. Chi lo porta ha una regola sola: il gioiello si sfila prima dei profumi, delle creme e dei detersivi, perché acidi, cosmetici e calore ne spengono l'azzurro, e l'azzurro perso non torna.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.