Il bracciale chiuso ad anello su fondo grigio, con il moschettone aperto in alto

Collezione Creazioni in Argento·Bracciale·Disegno intrecciato

Bracciale semirigido in argento brunito con otto zirconie cubiche

Otto zirconie cubiche dentro un intreccio d'argento colato a cera persa.

€405,00 BL34B1ma

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Non è una catena e non è un cerchio rigido: è fatto di placche d'argento unite da cerniere piatte, e ogni placca è un intreccio di nastri colati che si accavallano e lasciano vuoti irregolari, senza che due vuoti si ripetano uguali. Il fondo dell'intreccio è brunito quasi al nero, i nastri che stanno sopra sono rilucidati, e il disegno si legge per contrasto prima ancora che per rilievo. Lungo il percorso otto pietre chiare siedono ciascuna dentro un occhiello del nastro, tenute da quattro griffes. Alle due estremità l'argento si chiude su un moschettone.

Ventisei grammi e quaranta d'argento a novecentoventicinque millesimi, per diciotto centimetri di lunghezza e uno di larghezza. «Semirigido» vuol dire che le placche non si piegano e le cerniere sì: il bracciale si allaccia col moschettone, e una volta chiuso tiene la curva del polso invece di ricadere come una maglia. Le pietre sono otto zirconie cubiche, ossido di zirconio fatto crescere in laboratorio: qui è l'azienda a dichiararlo, scrivendo «Cubic zirconia» e non il generico «zirconi», che in italiano copre anche il minerale naturale. Il peso in carati non è dichiarato, e non lo aggiungiamo noi.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

26,40 grammiArgento brunito 925‰
Metalli
Argento brunito 925‰
Stile
Disegno intrecciato
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Misure
Lunghezza totale 18 cm · larghezza 1 cm
Lavorazione
Fuso a cera persa e rifinito a mano: l'argento brunito e poi rilucidato sui rilievi, le otto pietre incassate una per una.

Le pietre

Zirconia cubica

Otto pietre distribuite lungo il bracciale, una per occhiello dell'intreccio

Taglio
Brillante
Nota
Pietra sintetica, dichiarata dall'azienda come «Cubic zirconia»; il peso in carati non è dichiarato
Il bracciale appoggiato su un legno di mare, ripreso di sbieco lungo l'intreccio
Il bracciale in piedi contro il legno: le placche rigide tengono da sole la curva
L'estremità con il moschettone, appoggiata sul legno
Il bracciale disteso su una pietra bianca, veduta dall'alto
L'anello aperto appoggiato sulla pietra, con i vuoti dell'intreccio in controluce
Dettaglio ravvicinato: due pietre a quattro griffes e la cerniera piatta fra due placche
Il bracciale disteso su fondo grigio, con il moschettone in basso
Tutta la lunghezza distesa: i diciotto centimetri e le otto pietre in fila
Il bracciale al polso, veduta dall'alto
Il bracciale allacciato al polso, con il moschettone in vista

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Fusione a cera persa
Il modello si costruisce in cera, si riveste di gesso refrattario e poi si scalda finché la cera cola via: resta un vuoto della forma esatta, e in quel vuoto si getta l'argento fuso. Per estrarre il pezzo lo stampo va rotto, quindi ogni fusione consuma sia la cera sia la forma, e il modello di partenza non esiste più. È il modo di ottenere quello che il seghetto e la lima non farebbero — nastri che si accavallano, sottosquadri, vuoti chiusi da ogni lato — ma se il metallo non arriva in fondo a un ramo sottile il pezzo esce monco, e non si aggiusta: si rifonde e si ricomincia dalla cera.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Zirconia cubica
La zirconia cubica è ossido di zirconio fatto crescere in laboratorio dagli anni Settanta: incolore, dura, nata per somigliare al diamante. Non è lo zircone, che è invece un minerale naturale estratto dalla roccia, e non è un diamante. In italiano il commercio chiama «zirconi» tutte e due le pietre, e quella parola da sola non dice mai quale sia; qui l'ambiguità non c'è, perché è l'azienda stessa a scrivere «Cubic zirconia», cioè a dichiarare la pietra di sintesi. Per questo in scheda si legge quel nome e non un altro: dove il dato è dichiarato si riporta, e dove manca non si inventa.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.