Le cinque corolle d'argento viste di tre quarti, il quarzo citrino in cima

Collezione Fiore d'Inverno·Anello·Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno

Anello Fiore d'Inverno in argento a cinque corolle sovrapposte, quarzo citrino e quattro pietre di colore

Cinque corolle d'argento su piani diversi, e in ognuna una pietra di colore che non si ripete.

€470,00 AA251

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Cinque corolle d'argento montate una sopra l'altra, e nessuna sullo stesso piano. La più grande sta in cima e porta il quarzo citrino, arancione e sfaccettato, in un castone che segue il bordo ondulato invece di correggerlo. Le altre quattro salgono e scendono attorno, più piccole, e ognuna tiene una pietra sola messa di lato e non al centro della coppa: il blu-violetto della iolite, l'azzurro chiaro del topazio, il verde del peridoto, il rosso scuro della radice di rubino. Dentro ogni corolla la superficie resta opaca e segnata da pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori; sul bordo l'argento torna lucido, e quella riga di luce corre lungo tutte le onde senza interrompersi mai.

Venticinque grammi di argento 925, e un ingombro di trentasei millimetri per ventotto: l'anello copre la falange e sporge oltre il dito da tutte e due le parti. Le corolle non sono saldate in blocco — il laboratorio le dichiara mobili — e ciascuna scarica il proprio peso sulla fascia attraverso un solo attacco. Le sedi delle pietre sono l'unico punto piano rimasto: in una coppa incavata a mano il piano si perde, e va ritrovato lì dove il castone deve appoggiare. Il laboratorio non dichiara né il peso in carati né il taglio di nessuna delle cinque gemme.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

25,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno
Finitura
Lucida all'esterno, opaca dentro la corolla
Misure
36 × 28 mm (ingombro totale)
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro della corolla più grande

Colore
Arancione
Nota
Pietra sfaccettata. Peso in carati e taglio non dichiarati

Iolite

Su una delle quattro corolle minori

Colore
Blu
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Topazio azzurro

Su una delle quattro corolle minori

Colore
Blu chiaro
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Peridoto

Su una delle quattro corolle minori

Colore
Verde
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Radice di rubino

Su una delle quattro corolle minori

Colore
Rosso
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati
Veduta laterale: le corolle sporgono oltre la fascia da tutte e due le parti
Dettaglio ravvicinato: bordo ondulato lucido e interno opaco della corolla
Il gruppo dei cinque fiori visto dall'alto, con topazio azzurro e radice di rubino
L'anello di profilo, la fascia liscia sotto il gruppo delle corolle
Le corolle su piani diversi, nessuna alla stessa altezza
Dettaglio del castone del quarzo citrino al centro della corolla più grande
Veduta di tre quarti dall'alto, le corolle accavallate una sull'altra
Le pietre piccole montate di lato e non al centro della coppa
Il rovescio dell'anello: il dorso liscio delle corolle e l'attacco alla fascia
L'anello al dito, l'ingombro sulla falange
L'anello al dito visto dall'altro lato, la corolla del citrino in primo piano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Castoni mobili
Le corolle non sono saldate in blocco: ognuna sta sul proprio attacco con un gioco calcolato, e il gruppo si assesta sulla mano invece di restare fermo. Il margine è stretto da tutte e due le parti — troppo lasco e le corolle si urtano fra loro, e sull'argento lucido il segno di un urto non si toglie senza rilucidare tutto il bordo; troppo stretto e il movimento sparisce, che era la ragione per cui il pezzo è stato montato così.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.