L'anello di fronte: la perla di Tahiti tonda in cima alle braccia d'argento

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento brunito con perla di Tahiti tonda e due diamanti in castoni d'oro

Undici millimetri di perla di Tahiti, grigia per natura, tenuta da sette grammi e venti d'argento aperto a crateri.

€450,00

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La perla è la parte grande: una Tahiti tonda, grigia scura, con una fascia più cupa che gira attorno all'equatore e il chiaro che sale verso l'alto. Non è chiusa in un castone: la tengono le braccia dell'anello stesso, lame d'argento che salgono dal corpo e si piegano sulla sua superficie. Il corpo è argento modellato a crateri e aperto in vuoti irregolari — tondi, ovali, allungati, nessuno uguale a quello accanto — brunito nero nei fondi e rilucidato sui rilievi, che è il disegno di tutta la collezione Marte; il traforo scende sui fianchi e continua fino in fondo alla fascia, e da dietro l'incastonatura resta vuota. Ai lati della perla, più in basso, stanno due diamanti taglio brillante, ognuno in un castoncino d'oro giallo: sono le uniche due parti d'oro del pezzo.

La perla misura undici millimetri di diametro. L'argento pesa sette grammi e venti, l'oro venti centesimi di grammo: tutto l'oro dell'anello sta nei due castoncini, e i due diamanti insieme fanno sei centesimi di carato, colore F-G e purezza VS1. Il grigio non è un trattamento: la madreperla esce già così dall'ostrica di Tahiti. Ed è tenera — si riga con l'unghia — quindi va tenuta lontana da profumi e lacca, e rimessa via asciutta. Le braccia che la trattengono sono d'argento, non d'oro, e l'argento è più tenero: la piega si fa a freddo sulla perla già in sede, e va fatta bene la prima volta, perché una piega ripresa due volte incrudisce e si spezza.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

0,20 grammiOro giallo 18kt 750‰
7,20 grammiArgento 925‰
0,06 carati Diamanti · due, ai lati della perla
Metalli
Oro giallo 18kt 750‰ · Argento 925‰
Lavorazione
Realizzato interamente a mano. Il corpo in argento è modellato a crateri e aperto in vuoti irregolari, uno per uno, poi brunito nei fondi e rilucidato solo sui rilievi. La perla non è chiusa in un castone: la trattengono le braccia d'argento del corpo stesso, piegate a freddo sulla sua superficie e aggiustate sul diametro di questa perla. I due diamanti stanno invece in castoncini d'oro giallo, le uniche parti d'oro del pezzo.

Le pietre

Perla di Tahiti

Al centro, fra le braccia d'argento

Nota
Perla naturale grigia, forma tonda, diametro 11 mm

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Due, ai lati della perla 0,06ct Brillante F-G VS1Diamanti naturali, in castoncini d'oro giallo · totale

Certificato Certificato di autenticità e garanzia · confezione regalo

Veduta di tre quarti: il traforo a crateri sul fianco della fascia
L'anello inclinato, con il vuoto sotto la perla in controluce
L'anello coricato: il profilo dell'incastonatura e un diamante nel castoncino d'oro
Veduta ravvicinata della perla grigia e delle lame d'argento che la reggono
Il corpo dell'anello visto in scorcio, dal gambo verso la perla
L'interno della fascia e il retro dell'incastonatura, vuoto
La perla vista dall'alto, fra le braccia aperte
Dettaglio del traforo irregolare sulla spalla dell'anello
L'anello appoggiato a un ramo, veduta laterale
Ravvicinata su legno: il nero nei fondi e il chiaro sui rilievi dell'argento
Veduta dall'alto su legno, con il diamante nel castoncino d'oro
L'anello al dito, veduta dall'alto
Al dito di profilo: quanto la perla si alza dalla mano
Al dito, con i due diamanti visibili sotto la perla
L'anello indossato, veduta d'insieme sulla mano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla di Tahiti
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo. Non è un cristallo cresciuto nella roccia: è madreperla, che l'ostrica deposita a strati sottilissimi attorno a un nucleo, uno sopra l'altro per anni, e la luce che si vede in superficie è la somma di quegli strati. Il grigio delle Tahiti è suo di nascita: viene dalla Pinctada margaritifera, l'ostrica dai bordi neri, e non è una tinta. Ma la madreperla è tenera: si riga con l'unghia, e profumo, lacca, aceto e sudore la corrodono in superficie finché il riflesso si spegne. Si rimette via asciutta, e mai chiusa in una busta dove l'aria non passa.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.