Il pendente appoggiato a un legno chiaro: la corolla d'argento col bordo lucido, il fondo annerito e il quarzo citrino al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Pendente

Pendente Fiore d'Inverno in argento con quarzo citrino a scacchiera, corolla annerita e bordo lucido

Ventitré grammi e sessanta d'argento in una corolla sola, annerita dentro e lucida sul bordo

€195,00 PA231QC

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La richiesta arriva a Tuscany Market Hub, che la gira a Anna Gioielli.

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Una corolla d'argento larga e irregolare, il bordo ondulato lasciato lucido e il fondo annerito e sabbiato, percorso da pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori come le nervature di un petalo. Dentro, in un castone tondo dal profilo mosso, sta un quarzo citrino: la corona è tagliata a scacchiera, una griglia di quadrati che tiene il colore compatto invece di spezzarlo in scintille. Sopra la corolla l'occhiello si apre in tre foglie d'argento, e il castone è forato sul fondo, così che da dietro la pietra si vede in trasparenza accanto ai punzoni.

Ventitré grammi e sessanta d'argento, tutti in un pezzo solo: la corolla non è un montaggio di petali ma una lastra unica, incavata fino a farne una coppa bassa. Il nero dentro e il chiaro sul bordo non sono due materiali diversi ma la stessa superficie trattata in due modi, la sabbia sotto e il panno sopra, e dove finisce l'uno e comincia l'altro lo decide la mano che si ferma. Al centro della coppa resta l'unico punto che deve essere piano, perché è lì che appoggia il castone: se la lastra si è mossa proprio lì, la pietra non entra dritta.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

23,60 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno sabbiato e scurito, contorno lucido
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: la corolla incavata da una lastra unica, il fondo sabbiato e annerito, il bordo e il castone rilucidati, la pietra chiusa in una sede forata sul retro.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro della corolla

Taglio
Scacchiera
Nota
Pietra unica, colore arancione, in castone tondo forato sul fondo; peso in carati non dichiarato
Veduta frontale inclinata: la coppa aperta della corolla e il castone tondo che chiude la pietra
Macro della pietra: la corona tagliata a scacchiera, una griglia di quadrati dentro il castone dal bordo mosso
Tre quarti da sinistra: l'occhiello a foglie visto di profilo sopra la corolla
Il ciondolo di fronte su fondo bianco, le pieghe del fondo annerito che partono dal castone
Il ciondolo appeso e ripreso dall'alto, con tutto il bordo ondulato in vista
Il retro: i punzoni dell'argento e il castone forato, da cui si vede il fondo della pietra

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Taglio a scacchiera
Sulla corona le faccette non convergono verso una punta: si incrociano in una griglia di quadrati, come una scacchiera. È un taglio che non cerca la scintilla ma la profondità del colore, e per questo si usa sui quarzi e sulle gemme dove il colore è il soggetto.
Quarzo citrino
Il citrino è quarzo, la stessa specie minerale del cristallo di rocca e dell'ametista: cambia solo quanto ferro ha dentro e come quel ferro sta nel reticolo. Il giallo di origine naturale è raro, e gran parte del citrino in commercio nasce ametista e diventa giallo in forno — un trattamento stabile, dichiarato nel commercio delle gemme, che a occhio non si riconosce. Al settimo grado di durezza regge l'uso quotidiano meglio di quasi ogni altra pietra di colore; ma la stessa cottura che gli dà il colore glielo può anche togliere, e una luce forte e continua o il calore di una fiamma vicina lo scaricano. Il giallo che se ne va non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.