La corolla d'argento con lo smalto giallo e l'ametista al centro, vista di tre quarti su una pietra chiara

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in argento con ametista e smalto giallo, corolla 14 mm

Quattordici millimetri di corolla: due meno del fiore medio, stessa ametista sullo stesso giallo

€120,00 AA146sP

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Quattordici millimetri di corolla: una coppa d'argento con il bordo ondulato, lasciato lucido, e dentro il giallo dello smalto, translucido, che lascia leggere sotto di sé le pieghe del metallo. Al centro un'ametista tonda sfaccettata, chiusa in un castone liscio dal profilo irregolare: sul giallo, il viola è l'unico punto scuro del pezzo. Il gambo non è tondo ma piatto, battuto a martello, e le facce dei colpi si contano una per una.

Tre grammi e venti d'argento in tutto: due millimetri di corolla in meno del fiore medio, che con la stessa pietra e lo stesso smalto arriva a sei grammi e mezzo. Il laboratorio lo propone come anello da mignolo per un adulto o come primo anello per una bambina. Su una corolla così piccola il castone occupa quasi un terzo del fondo, e il fondo è l'unico punto della coppa che deve restare piano: se si è mosso lì, la pietra si vede storta prima ancora di cercarla. Il peso in carati dell'ametista non è dichiarato, e il laboratorio non dice a quale delle lavorazioni a smalto appartenga il giallo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

3,20 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno smaltato giallo, contorno lucido
Misure
Diametro del fiore circa 14 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda. Gambo martellato.

Le pietre

Ametista

Al centro della corolla

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Peso in carati non dichiarato
Il gambo piatto battuto a martello e il bordo ondulato della corolla, visti da vicino
L'anello di fronte, con il castone dell'ametista al centro del giallo
La corolla vista dall'alto, appoggiata su una lastra di marmo
Veduta ravvicinata dello smalto giallo, con le pieghe del metallo che si leggono in trasparenza
Il profilo dell'anello: quanto la corolla sporge sopra la fascia
Il rovescio lucido della corolla e l'interno della fascia
L'anello in piedi contro una scheggia di pietra bianca
L'anello indossato al mignolo, con la mano di lato
L'anello al dito visto dall'alto, con la corolla di fronte
Il fiore in primo piano sulla mano, con l'ametista a fuoco
L'anello appoggiato fra rami secchi chiari

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Smalto
Lo smalto è vetro: macinato fino alla polvere, steso sul metallo e portato a diverse centinaia di gradi finché fonde e diventa una superficie sola con il pezzo. Prima del fuoco è polvere bagnata che si sposta con un soffio; dopo non si ritocca, perché correggere un punto vuol dire rimandare sul fuoco anche tutto il colore già cotto, e a ogni passaggio si rischia la bolla, la crepa da raffreddamento e il colore che vira. Le famiglie hanno nomi propri e si riconoscono da come il metallo trattiene il colore: champlevé, quando il colore sta in incavi scavati nella lastra; cloisonné, quando sta dentro muretti di filo saldati sul fondo; a freddo, quando al posto del vetro c'è una resina che indurisce senza fuoco. Sono lavorazioni diverse fra loro, e non si attribuiscono a occhio.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

Richiedi un pezzo su misura
Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.