La coppia di orecchini in piedi su una pietra chiara, le due corolle di fronte con il granato al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Orecchini

Orecchini Fiore d'Inverno in bronzo annerito con granato, corolle da 18 mm

Diciotto millimetri di corolla in bronzo, con un granato rosso scuro al centro

€135,00 OA123bronzgr

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Due corolle di bronzo larghe diciotto millimetri, ciascuna ricavata da una lastra sola e incavata fino a farne una coppa bassa. Il bordo è rimasto ondulato, diverso da un fiore all'altro, e lì il metallo è lasciato lucido: fa un anello chiaro tutt'intorno. Dentro la coppa il fondo è sabbiato e annerito, e sul nero i solchi che partono dal centro riprendono la luce uno per uno. Al centro di ognuna, in un castone liscio, un granato tondo sfaccettato di un rosso scuro: è l'unica cosa colorata sull'orecchino. Il gancio a monachella resta aperto dietro il lobo.

Otto grammi e trenta di bronzo, e ventiquattro millimetri di lunghezza per orecchino, corolla compresa: il fiore resta appoggiato al lobo invece di dondolare. Nella collezione Fiore d'Inverno le corolle sono d'argento; qui il metallo è bronzo, e al banco non si comporta allo stesso modo — è più duro, incrudisce prima sotto il colpo che lo incava, e all'aria continua a scurirsi per conto suo. Il nero del fondo però non è quello: è dato di proposito su tutta la coppa, e poi si rilucida solo il bordo, perché il rosso della pietra abbia qualcosa su cui staccarsi. Su due pezzi che si portano insieme la stessa mano deve fermarsi allo stesso punto due volte. Cofanetto incluso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

8,30 grammiBronzo
Metalli
Bronzo
Finitura
Interno sabbiato e annerito, contorno lucido
Misure
Diametro del fiore 18 mm circa · lunghezza dell'orecchino 24 mm circa
Chiusura
Monachella aperta
Lavorazione
Realizzati tutti a mano.

Le pietre

Granato

Al centro di ciascun fiore

Taglio
Tondo sfaccettato
Misura
Fiore 18 mm circa
Nota
Due pietre naturali
I due orecchini appoggiati sulla pietra, ripresi di tre quarti con i ganci in vista
Il retro delle due corolle, il bronzo lasciato irregolare e scurito
Un orecchino in piedi sul gancio a monachella, l'altro girato di spalle
La coppia appesa a rami chiari, veduta frontale delle due corolle
I due fiori affiancati sui rami, con i solchi che partono dal centro
Dettaglio ravvicinato: il bordo lucido, il fondo annerito e il castone del granato
L'orecchino indossato, la corolla appoggiata al lobo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Bronzo
Il bronzo è rame con dello stagno: non è un metallo prezioso e non ha titolo da dichiarare, ma al banco è più duro dell'argento e perdona molto meno. Una lastra di bronzo tirata a coppa incrudisce presto — va ricotta e ripresa invece che forzata in un colpo solo — e sotto la fiamma il rame si ossida prima di ogni altra cosa, coprendosi di una scaglia nera che, se resta chiusa dentro un giunto, la saldatura non tiene. Poi il bronzo continua a muoversi anche dopo che il pezzo è finito: all'aria va verso il bruno, e il chiaro del bordo lucido si scalda con gli anni. Il colore che si vede oggi è un punto di partenza, non uno stato fermo, e si riprende con un panno, non rifacendo il pezzo.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Granato
Il granato non è una pietra sola: è una famiglia di minerali che cristallizzano tutti nello stesso modo, e il rosso lo fa il ferro. Dove il ferro abbonda il colore si chiude e in trasparenza tira al bruno; dove ce n'è meno si apre e vira al rosa. Il reticolo è cubico, e la luce lo attraversa allo stesso modo da qualunque parte: il colore non si può correggere orientando la pietra sotto la mola, come si fa con l'ametista. Si sceglie soltanto lo spessore, e lì il margine è corto — un poco di troppo e la pietra si spegne, un poco di meno e si svuota. Fra il settimo e il settimo e mezzo di durezza si porta tutti i giorni, ed è uno dei pochi materiali del banco che arriva come è nato, senza cotture né trattamenti; ma lo sbalzo di calore lo incrina, e per questo il castone si chiude a freddo e la fiamma resta lontana dalla sede.
Chiusura a monachella
Il gancio passa dietro il lobo e si chiude da solo. Si mette con un gesto, non ha viti da perdere e tiene il peso senza tirare.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.