Il pendente disteso su fondo chiaro, con la catena d'argento che sale in alto

Collezione Fiorino·Pendente

Pendente in argento con fiorino riprodotto e cornice a filo ritorto

Venti millimetri di fiorino riprodotto, con il giglio da una parte e san Giovanni dall'altra.

€190,00 PA126

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il fiorino è riprodotto in argento, e sulla faccia che sta in fuori porta il giglio di Firenze a rilievo, con le tre punte aperte e i due riccioli che scendono ai lati; attorno, spezzata dal fiore, corre la scritta FLORENTIA. Il fondo della moneta è scuro e il giglio viene avanti chiaro. Una ghiera d'argento liscia e lucida gira attorno alla moneta sul bordo e non le entra sopra; fuori dalla ghiera il bordo del pendente non è una lastra ma un filo d'argento ritorto, chiuso ad anello, con le spire che corrono tutte con lo stesso passo, e fra il filo e la ghiera resta un solco scuro. L'appiccagnolo è un anellino ritorto saldato in alto sul filo, e da lì passa la catena. Voltando il pendente si vede l'altra faccia della moneta: san Giovanni Battista in piedi, con l'aureola e il bastone a croce, e attorno la scritta S·IOHANNES·B; da questo lato la moneta è trattenuta da quattro linguette d'argento ripiegate sul bordo.

Sette grammi e ottanta d'argento a novecentoventicinque millesimi fra la cornice e la moneta, e altri quattro grammi di catena, anch'essa d'argento e compresa nel prezzo. Il pendente misura ventisette millimetri e ottanta di diametro, la moneta dentro venti millimetri esatti. Il fiorino è una riproduzione, e l'azienda lo dichiara: quello vero è la moneta d'oro che Firenze comincia a battere nel 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra. Qui c'è quel disegno, rifatto in argento e brunito perché il fiore e le lettere si stacchino dal fondo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,80 grammiArgento 925‰ — cornice e moneta
4,00 grammiArgento catena
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Cornice a filo ritorto · ghiera lucida · moneta in argento brunito
Misure
Diametro del pendente 27,80 mm · diametro della moneta 20,00 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: il fiorino riprodotto in argento e brunito, la ghiera liscia chiusa a freddo sul bordo, il filo ritorto sagomato e saldato ad anello attorno alla cornice, le quattro linguette ripiegate sul retro. Catena in argento compresa.
Il pendente di tre quarti: il filo ritorto della cornice e la ghiera lucida attorno al giglio
Il giglio di Firenze a rilievo e la scritta FLORENTIA sul fondo scuro della moneta
Il retro del pendente: san Giovanni Battista in piedi e le quattro linguette che trattengono la moneta
La collana intera con la catena raccolta e il moschettone di chiusura

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Fiorino riprodotto
Il fiorino non è antico: è la riproduzione di un fiorino fiorentino, eseguita in argento. Il fiorino vero è la moneta d'oro che Firenze batte dal 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra, e le scritte FLORENTIA e S·IOHANNES·B lungo i bordi: quel disegno è quello che si riproduce, e nient'altro. Quello che si riproduce è un rilievo basso — un giglio, una figura in piedi, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Cornice a filo ritorto
Il bordo non è una lastra: è un filo d'argento ritorto su sé stesso e poi chiuso ad anello attorno alla moneta. Il passo della torsione deve restare uguale per tutto il giro, perché l'occhio conta le spire come conta i denti di un ingranaggio e ne vede subito una più lunga. E il punto in cui il filo si salda su sé stesso va nascosto dentro una spira: se resta fuori è un tratto liscio in mezzo a un disegno che liscio non è.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.