La collana distesa su tela di lino, il filo chiuso ad anello e la chiusura d'argento in alto a destra

Collezione Creazioni in Argento·Collana

Collana girocollo a un filo di perle bianche d'acqua dolce, annodate una per una

Quarantotto centimetri di perle di fiume, annodate una per una perché non battano l'una contro l'altra.

€210,00 CA143

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Un filo solo di perle bianche di fiume, tonde ma non identiche: qualcuna è appena schiacciata, qualcun'altra porta un segno o una piega della madreperla, e nessuna rimanda la luce esattamente come quella accanto. Non si toccano fra loro: fra una perla e l'altra c'è un nodo, piccolo e stretto, che le tiene ferme e distanziate. La chiusura non si nasconde dietro la nuca: sta di lato, ed è un gancio fatto di due foglie d'argento che si prendono l'una nell'altra, battute e scurite dentro, rilucidate sui bordi. Ognuna delle due foglie si chiude a calice attorno all'ultima perla del filo.

Quarantotto centimetri in tutto: è un girocollo, si appoggia alla base del collo e non scende sul petto. Le perle stanno fra dieci e undici millimetri di diametro, e la misura si dichiara come intervallo perché sono scelte una a una e messe in fila per forma, tono e lucentezza. D'argento 925 ce ne sono tre grammi e settanta, e stanno tutti nella chiusura: lungo il filo non corre metallo, il pezzo sono le perle. La madreperla è la parte tenera — sta intorno al terzo grado di durezza, si riga con l'unghia e si scioglie negli acidi — quindi la collana si mette per ultima, dopo il profumo, e si ripone asciutta. Il nodo fra una perla e l'altra fa due cose: tiene le perle a non battere l'una contro l'altra, e il giorno in cui il filo cede ne lascia andare una sola invece di tutte. Il filo è la parte che invecchia per prima, e va rifatto prima che ceda, non dopo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

3,70 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Misure
Lunghezza totale 48 cm
Lavorazione
Completamente realizzata a mano nel laboratorio orafo dell'azienda. Le perle sono infilate a mano una per una su un filo resistente, con un nodo fra l'una e l'altra; la chiusura è un gancio a due foglie d'argento, battute e brunite all'interno, e ciascuna foglia si chiude a calice attorno alla perla di capo.

Le pietre

Perla d'acqua dolce

Tutto il filo, una perla dopo l'altra

Taglio
Tonda
Nota
Perle bianche, diametro 10/11 mm
La collana sul busto vista dall'alto: il girocollo si appoggia alla base del collo e la chiusura resta di lato
Il filo appeso a un ramo di legno, con la chiusura in alto e le perle che scendono in doppia fila
La collana posata accanto a due valve di conchiglia, con la chiusura in primo piano
La chiusura chiusa, vista da sopra: le due foglie d'argento prese l'una nell'altra
La chiusura aperta: l'anello, il gancio, e l'interno delle foglie battuto e scurito
La chiusura di profilo contro il legno: ogni foglia si chiude a calice sulla perla di capo
Le perle su fondo bianco: fra una e l'altra si vede il nodo che le tiene distanziate

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Infilatura a mano
Le pietre si infilano una alla volta, e il filo che le tiene deve reggere il peso di tutte. I fori non cadono mai esattamente al centro del grano: chi infila decide da che parte entrare, perché un grano girato dalla parte sbagliata fa scalino e il filo scende storto. L'ultimo passaggio è il nodo, e va chiuso con il filo già in tensione: lasco di poco la collana fa la pancia, tirato di poco smette di cadere.
Annodatura fra perla e perla
Fra una perla e l'altra si chiude un nodo, e il nodo va stretto fino a toccare la perla: lasco, le perle scorrono e si urtano; stretto fuori posto, il filo si accorcia e la collana perde la caduta. Serve a due cose. La prima è che la madreperla non batta contro la madreperla — a quel grado di durezza sono le perle stesse a rigarsi fra loro. La seconda è che il giorno in cui il filo cede se ne perda una sola, invece di vederle andare tutte insieme. I nodi si fanno uno alla volta, con l'ago e le dita, e ognuno va chiuso con il filo già in tensione.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.