L'anello di tre quarti sulla pietra chiara, la corolla in cima e il gambo martellato in vista

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in bronzo con granato, corolla annerita e gambo martellato

Dodici grammi di bronzo, e al centro della corolla annerita un granato rosso scuro

€120,00 AA248bronzgr

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Una corolla di bronzo posata di piatto sopra il dito, ricavata da una lastra sola e incavata fino a farne una coppa bassa. Il bordo è rimasto ondulato, con le rientranze dove il metallo si è piegato, e lì la superficie è lasciata lucida: fa un anello chiaro tutt'intorno. Dentro la coppa il fondo è sabbiato e annerito, e sul nero i solchi che partono dal centro riprendono la luce uno per uno. In mezzo, in un castone liscio, un granato tondo sfaccettato di un rosso scuro: è l'unica cosa colorata sull'anello. Il gambo è tondo e pieno, battuto a martello su tutta la circonferenza.

Dodici grammi di bronzo, tutto il pezzo. Nella collezione Fiore d'Inverno le corolle sono d'argento; qui il metallo è bronzo, e al banco non si comporta allo stesso modo — è più duro, incrudisce prima sotto il colpo che lo incava, e all'aria continua a scurirsi per conto suo. Il nero del fondo però non è quello: è dato di proposito dentro la coppa, e poi si rilucida solo il bordo, perché il rosso della pietra abbia qualcosa su cui staccarsi. La coppa è vuota di sotto — da dietro si vede il piede del castone — e la sede della pietra è l'unico punto che deve essere rimasto piano. Il granato lì si chiude a freddo: uno sbalzo di calore lo incrina. Cofanetto incluso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,00 grammiBronzo
Metalli
Bronzo
Finitura
Interno sabbiato e annerito, contorno lucido; gambo martellato
Lavorazione
Completamente realizzato a mano. Gambo in bronzo martellato.

Le pietre

Granato

Al centro della corolla

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Pietra naturale, in castone liscio
La corolla vista di fronte: il bordo lucido, il fondo annerito e il granato al centro
Veduta laterale alta: la coppa piatta appoggiata sopra il cerchio del gambo
L'anello di profilo, il bordo ondulato della corolla controluce
Dettaglio ravvicinato fra i rami: i solchi che partono dal centro e il castone del granato
L'anello appoggiato alla pietra fra i rami chiari, corolla e gambo insieme
Il rovescio della corolla: la coppa è vuota di sotto e il granato si vede dal basso
L'anello indossato, la corolla appoggiata di piatto sopra il dito
L'anello al dito ripreso da vicino, il rosso del granato sul fondo scuro

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Bronzo
Il bronzo è rame con dello stagno: non è un metallo prezioso e non ha titolo da dichiarare, ma al banco è più duro dell'argento e perdona molto meno. Una lastra di bronzo tirata a coppa incrudisce presto — va ricotta e ripresa invece che forzata in un colpo solo — e sotto la fiamma il rame si ossida prima di ogni altra cosa, coprendosi di una scaglia nera che, se resta chiusa dentro un giunto, la saldatura non tiene. Poi il bronzo continua a muoversi anche dopo che il pezzo è finito: all'aria va verso il bruno, e il chiaro del bordo lucido si scalda con gli anni. Il colore che si vede oggi è un punto di partenza, non uno stato fermo, e si riprende con un panno, non rifacendo il pezzo.
Granato
Il granato non è una pietra sola: è una famiglia di minerali che cristallizzano tutti nello stesso modo, e il rosso lo fa il ferro. Dove il ferro abbonda il colore si chiude e in trasparenza tira al bruno; dove ce n'è meno si apre e vira al rosa. Il reticolo è cubico, e la luce lo attraversa allo stesso modo da qualunque parte: il colore non si può correggere orientando la pietra sotto la mola, come si fa con l'ametista. Si sceglie soltanto lo spessore, e lì il margine è corto — un poco di troppo e la pietra si spegne, un poco di meno e si svuota. Fra il settimo e il settimo e mezzo di durezza si porta tutti i giorni, ed è uno dei pochi materiali del banco che arriva come è nato, senza cotture né trattamenti; ma lo sbalzo di calore lo incrina, e per questo il castone si chiude a freddo e la fiamma resta lontana dalla sede.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.