La corolla d'argento vista di fronte, con il quarzo citrino tondo nel castone al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in argento con quarzo citrino, gambo sinuoso a filo martellato

Un filo d'argento martellato, piegato in una curva sola, porta la corolla di lato: undici grammi e quaranta

€150,00 AA147qc

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il gambo non chiude un cerchio regolare: è un filo d'argento a sezione tonda, battuto a martello, che sale, si piega e torna indietro con una curva sola, e la corolla la porta di lato invece che in cima. Il fiore è ricavato da una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che dal centro vanno verso fuori. Il fondo è sabbiato e scurito, il contorno è rimasto lucido: il disegno si legge senza che nessuno lo abbia inciso. In mezzo, in un castone liscio, un quarzo citrino tondo sfaccettato.

Undici grammi e quaranta d'argento 925‰, fatti a mano. Il gambo è tutto in quel filo unico, e il filo è anche la struttura: la corolla è portata di lato e fa leva su un punto solo, e infatti il metallo è più grosso dove regge il fiore e si assottiglia sotto il dito. La coppa è vuota di sotto — si vede il piede del castone — ed è il motivo per cui undici grammi bastano a un fiore di questa larghezza. Cofanetto incluso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

11,40 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno sabbiato e scurito, contorno lucido; gambo martellato
Lavorazione
Completamente realizzato a mano. Gambo a filo unico in argento martellato.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro della corolla

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Pietra naturale, in castone liscio
Di profilo: il filo martellato sale in una curva sola e porta la corolla di lato
Tre quarti: la piega del gambo e la coppa scurita del fiore
La corolla in obliquo, con il bordo ondulato lasciato lucido
L'anello indossato: la corolla copre poco più della larghezza del dito
Da dietro, con il fiore girato: il filo d'argento battuto a martello
Il rovescio della coppa, vuota, con il piede del castone al centro
Ripresa dall'alto e da dietro: il punto in cui il gambo si innesta sul bordo del fiore
Di taglio: quanto la corolla resta alta sopra il gambo
Il fiore di fronte, appoggiato su una corteccia
Tre quarti sulla corteccia: le pieghe che dal castone vanno al bordo
Ravvicinata sul quarzo citrino, fra il fondo scurito e il bordo lucido
Veduta laterale bassa: la curva del gambo e lo sbalzo della corolla
L'anello in alto insieme al pendente e all'orecchino della stessa serie: gli altri due pezzi non sono compresi nel prezzo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Quarzo citrino
Il citrino è quarzo, la stessa specie minerale del cristallo di rocca e dell'ametista: cambia solo quanto ferro ha dentro e come quel ferro sta nel reticolo. Il giallo di origine naturale è raro, e gran parte del citrino in commercio nasce ametista e diventa giallo in forno — un trattamento stabile, dichiarato nel commercio delle gemme, che a occhio non si riconosce. Al settimo grado di durezza regge l'uso quotidiano meglio di quasi ogni altra pietra di colore; ma la stessa cottura che gli dà il colore glielo può anche togliere, e una luce forte e continua o il calore di una fiamma vicina lo scaricano. Il giallo che se ne va non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.