Bottiglia di Lupinaio IGT Toscana della Fattoria Uccelliera, capsula gialla, su fondo bianco
I bianchi e le bollicine · Fattoria Uccelliera

Lupinaio

IGT Toscana · 0,75 L

Dalla parte più sperimentale della casa

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Annata 2024
Gradazione 14,5% vol.
Vitigno Sauvignon Blanc 100%
Servizio 12–13 °C
Questo vino

Che cos’è, e da dove viene

I bianchi sono la parte su cui questa cantina si prende più libertà, e Lupinaio ne fa parte: IGT Toscana, dalle colline fra Crespina Lorenzana e Fauglia, su suoli tufacei e silicei fra gli ottanta e i duecento metri.

Come per tutti gli altri, la vendemmia è manuale e la selezione delle uve si fa in campo. In cantina si interviene il meno possibile: si tiene la temperatura di fermentazione, e il resto lo si lascia succedere. Sull'etichetta, l'animale che ricorda l'annata.

Vitigni
Sauvignon Blanc 100%
Quanto si tiene
Più di tre anni
Nel bicchiere

Come si presenta

Come lo descrive chi lo fa.

Colore

Bianco, con leggere sfumature verdi

Profumo

Complesso e variegato: fragranze alpine, sambuco, foglia di pomodoro e frutta gialla matura.

Palato

Ingresso morbido e sapido, retrogusto di foglia di pomodoro, finale persistente.

A tavola

Con che cosa lo beve chi lo fa

Come aperitivo, e con piatti a base di carni bianche o pesce non particolarmente impegnativi.

Sull’etichetta

Quello che c’è scritto sulla bottiglia

Le indicazioni obbligatorie, così come le dichiara l’azienda.

Denominazione
IGT Toscana
Annata
2024
Titolo alcolometrico
14,5% vol.
Contenuto
0,75 L
Origine
Paese d'origine: Italia. Fattoria Uccelliera, Crespina Lorenzana (PI).

Vendita vietata ai minori di 18 anni · Bevi responsabilmente

La fattoria

Chi lo fa, e dove

Fattoria Uccelliera, a Crespina Lorenzana.

Prodotto sulle colline pisane.

Duecentoquaranta ettari fra Crespina Lorenzana e Fauglia, di cui ventuno fra vigna e oliveto.

«Uccelliera» è un toponimo medievale: indicava la collina su cui sorgeva un'antica uccellanda, un impianto per catturare i volatili di passaggio. Oggi quello stesso pezzo di collina fa il contrario, e i seminativi si coltivano pensando alla fauna che ci passa.

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