Bottiglia di Chianti Superiore DOCG della Fattoria Uccelliera, capsula rossa, su fondo bianco
I rossi · Fattoria Uccelliera

Chianti Superiore DOCG

0,75 L

Sangiovese, uve del podere

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Annata 2023
Gradazione 13,5% vol.
Vitigno Sangiovese e Canaiolo
Servizio 16–18 °C
Questo vino

Che cos’è, e da dove viene

Il Chianti è la denominazione più conosciuta della Toscana, e «Superiore» è la menzione che chiede rese più basse in vigna e un affinamento più lungo prima di uscire. Qui il vino nasce dalle uve del podere, su suoli tufacei e silicei fra gli ottanta e i duecento metri.

La raccolta è manuale e la selezione si fa in campo, prima che le uve entrino in cantina: quello che non passa lì non si recupera dopo. Dentro, gli interventi sono ridotti al minimo dichiarato, e si controllano la temperatura di fermentazione e il tempo di contatto con le bucce.

Vitigni
Sangiovese e Canaiolo
Quanto si tiene
Quattro, cinque anni
Nel bicchiere

Come si presenta

Come lo descrive chi lo fa.

Colore

Rosso rubino cupo con riflessi violacei

Profumo

Toni fruttati di ciliegia e di mora, con sentori di mammola.

Palato

Buon equilibrio fra struttura e tannino. Vino tipico, di corpo, morbido, lungo, con retrogusto persistente.

A tavola

Con che cosa lo beve chi lo fa

Piatti saporiti con ragù di carne, selvaggina, arrosti di carni rosse e bianche.

Sull’etichetta

Quello che c’è scritto sulla bottiglia

Le indicazioni obbligatorie, così come le dichiara l’azienda.

Annata
2023
Titolo alcolometrico
13,5% vol.
Contenuto
0,75 L
Origine
Paese d'origine: Italia. Fattoria Uccelliera, Crespina Lorenzana (PI).

Vendita vietata ai minori di 18 anni · Bevi responsabilmente

La fattoria

Chi lo fa, e dove

Fattoria Uccelliera, a Crespina Lorenzana.

Prodotto sulle colline pisane.

Duecentoquaranta ettari fra Crespina Lorenzana e Fauglia, di cui ventuno fra vigna e oliveto.

«Uccelliera» è un toponimo medievale: indicava la collina su cui sorgeva un'antica uccellanda, un impianto per catturare i volatili di passaggio. Oggi quello stesso pezzo di collina fa il contrario, e i seminativi si coltivano pensando alla fauna che ci passa.

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