Perla barocca
Corpo del pendente
- Nota
- Diametro 16,30 mm
Collezione Marte·Pendente
Sedici millimetri e trenta di perla barocca: la larghezza del pendente è tutta lei.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
La perla è la parte grande: una barocca bianca dal profilo irregolare, con un fianco appena schiacciato, un solco basso che gira attorno al corpo e qualche fossetta tonda sulla superficie. Il bianco non sta fermo — gira sul rosa e sul lilla dove la luce scorre, e verso il basso vira al crema. Sopra la trattiene una calotta d'argento modellata a crateri e aperta in vuoti irregolari: nessun foro somiglia a quello accanto, e le braccia scendono sulle spalle della perla senza sporgere di lato. L'argento è brunito nei fondi e rilucidato solo sui rilievi, come in tutti i Marte: il disegno viene avanti per contrasto. Sul davanti della calotta, tenuto da quattro griffes lucidate, sta uno zaffiro ovale blu. In cima l'anello di sospensione è dello stesso argento bucato, e ci passa dentro un cordoncino di seta blu.
Il pendente misura trentuno millimetri per sedici, e la perla ne misura sedici e trenta di diametro: la larghezza è tutta perla, l'argento le sta sopra e non di fianco. Quattro grammi e sessanta d'argento, e cinquantasette centesimi di carato di zaffiro. La forma non è stata scelta a catalogo: è quella che l'ostrica ha depositato, e la calotta è stata costruita addosso a questa perla, per cui il pezzo non si rifà uguale. La madreperla però è tenera — si riga con l'unghia — e teme gli acidi: profumo, lacca e sudore la spengono, e va rimessa via asciutta. Il cordoncino di seta blu con i finali in argento che compare nelle fotografie è lungo cinquantuno centimetri.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Corpo del pendente
Sul davanti della calotta, su quattro griffes
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.