Il rubino cabochon al centro dell'argento traforato, veduta dall'alto

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento brunito con rubino ovale a cabochon e otto diamanti grigi in castoni d'oro

Un rubino cabochon da quaranta centesimi e otto diamanti grigi, su quattordici grammi e ottanta d'argento aperto a vuoti irregolari.

€1.080,00 AA241rb

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corpo dell'anello è argento brunito, aperto da vuoti che non si ripetono mai uguali: tondi e ovali di misure diverse che passano da parte a parte, i fondi lasciati neri e i rilievi rilucidati. Non è una fascia: è una massa irregolare che si allarga in quattro braccia sopra il dito, e il traforo scende anche sui fianchi. Al centro sta il rubino, un cabochon ovale rosso lucidato senza una faccetta — la luce non entra, resta sulla cupola — chiuso da quattro griffe d'oro giallo. Intorno, sul metallo scuro, gli otto diamanti grigi non fanno corona: stanno sparsi, ognuno nelle sue griffe d'oro, a distanze diverse dal centro, e due arrivano fin sulle punte delle braccia. Da dietro il corpo è vuoto: si vedono i nastri d'argento che lo tengono e i fori che lo attraversano. In basso la fascia torna liscia.

Il rubino è di quaranta centesimi di carato. Gli otto diamanti naturali di colore grigio, taglio brillante, fanno sessantasette centesimi in tutto — poco più di otto centesimi l'uno, e messi insieme pesano più della pietra al centro. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa quattordici grammi e ottanta, l'oro giallo a diciotto carati novanta centesimi: quindici grammi e settanta in mano, e l'oro sta solo dove deve tenere qualcosa — il castone del rubino e le griffe dei diamanti.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

0,90 grammiOro giallo 18kt 750‰
14,80 grammiArgento 925‰
0,40 carati Rubino · cabochon ovale
0,67 carati Diamanti · otto, sparsi sul corpo d'argento
Metalli
Oro giallo 18kt 750‰ · Argento 925‰
Lavorazione
Realizzato a mano. Corpo in argento traforato a vuoti irregolari, brunito nei fondi e lucidato sui rilievi; castone del rubino e griffe degli otto diamanti in oro giallo.

Le pietre

Rubino

Al centro, nelle griffe d'oro

Taglio
Cabochon ovale
Carati
ct 0,40
Nota
Pietra unica

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Otto, sparsi sul corpo d'argento 0,67ct Brillante Diamanti naturali di colore grey · totale
L'anello appoggiato a un ramo: il corpo d'argento brunito e le griffe d'oro
Veduta di tre quarti: i vuoti passano da parte a parte
Il profilo del corpo e il gambo che si assottiglia verso il basso
L'anello di profilo: quanto il corpo si alza sopra la fascia
Ravvicinata frontale: le griffe d'oro che fermano i diamanti grigi
Dall'alto, inclinato: gli otto diamanti sparsi a distanze diverse dal centro
Veduta da sinistra: il corpo si allarga e il rubino resta sul bordo
Tre quarti da sinistra: i diamanti si distribuiscono sulle quattro braccia
Il rovescio: l'interno vuoto del corpo e i nastri d'argento che lo tengono
Veduta dal lato opposto: il rubino di scorcio nel suo castone d'oro
L'anello al dito, veduta dall'alto
L'anello al dito di scorcio: l'ingombro del corpo sulla mano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Rubino
Il rubino è corindone: la stessa specie minerale dello zaffiro, e fra i due cambia soltanto l'impurezza chiusa nel reticolo. Il rosso lo fa il cromo, e lo stesso cromo che dà il colore rende la pietra fluorescente e, in dose alta, la fa crescere con più fratture: per questo un rubino grande e limpido è raro quanto un diamante grande. Alla durezza sta al nono grado, subito sotto il diamante, e non teme il graffio; ma dove le fratture sono state riempite di vetro o di resina teme il calore, e chi lo monta chiude il castone a freddo e tiene la fiamma lontana dalla sede.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.