Il turchese e i castoni d'oro degli otto diamanti visti di tre quarti, l'anello poggiato su una pietra chiara

Collezione Marte·Anello

Anello Marte a cupola traforata con turchese in castone d'argento e otto diamanti grigi tutt'intorno

Sedici grammi d'argento bucato a crateri, e trenta centesimi di grammo d'oro: quanto basta per gli otto castoni dei diamanti e nient'altro.

€590,00 AA240btu

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il turchese è un cabochon ovale, azzurro chiaro, bombato e lucidato senza una faccetta: la luce non entra, si ferma sulla curva, e da vicino si vedono passare venature appena più scure. A chiuderlo è un castone d'argento continuo, con il bordo ripiegato sulla pietra a labbro irregolare — più spesso in un punto, più sottile in un altro — e rilucidato, così il chiaro corre tutt'intorno all'azzurro mentre il resto resta nero. Intorno l'argento è brunito e bucato da parte a parte: crateri tondi e ovali di misure diverse che coprono la testa, scendono sui fianchi e continuano sul gambo, che non torna liscio ma resta forato fino sotto il dito. Gli otto diamanti grigi fanno il giro completo della pietra, ognuno alzato nel suo castone d'oro giallo a quattro griffe, a distanze mai due volte uguali. Da sotto la testa è aperta: si guarda dentro l'anello e si vede il dorso grezzo del turchese.

Sedici grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi contro trenta centesimi di grammo d'oro a diciotto carati: l'argento pesa più di cinquanta volte l'oro, e l'oro sta soltanto negli otto castoni. Qui non regge la struttura, tiene solo le pietre piccole, ed è il punto in cui va l'occhio. Gli otto diamanti naturali di colore grey, taglio brillante, sommano venticinque centesimi di carato: poco più di tre centesimi l'uno, quindi non pietre da contare una per una ma otto punti di luce che chiudono il cerchio attorno all'azzurro. Il turchese è dichiarato naturale, e resta una pietra tenera e porosa — si riga con poco e assorbe quello che tocca — quindi l'anello si sfila prima delle creme, dei profumi e dei detersivi: l'azzurro che si spegne non si riaccende.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

16,00 grammiArgento 925‰
0,30 grammiOro giallo 18kt 750‰
0,25 carati Diamanti · otto, tutt'intorno al turchese
Metalli
Argento 925‰ · Oro giallo 18kt 750‰
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda. Corpo in argento traforato e bucato a crateri, brunito nei fondi e rilucidato sui rilievi; il turchese chiuso in un castone d'argento dal bordo ripiegato a labbro irregolare, gli otto diamanti in castoni d'oro giallo a quattro griffe.

Le pietre

Turchese

Al centro, in castone d'argento chiuso tutt'intorno

Taglio
Cabochon ovale
Nota
Naturale

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Otto, tutt'intorno al turchese 0,25ct Brillante Diamanti naturali di colore grey, ognuno nel suo castone d'oro giallo a quattro griffe · totale
Tre quarti dall'altro lato: i crateri scendono dalla testa sui fianchi dell'anello
La testa quasi di fronte, con il bordo d'argento ripiegato sul turchese
Veduta di profilo: quanto la cupola si alza sopra il dito
Il fianco dell'anello e il vuoto aperto sotto la testa
La superficie d'argento brunita e bucata, vista dall'alto di lato
Tre quarti da dietro: il traforo attraversa il gambo da parte a parte
L'anello coricato: i castoni d'oro in fila attorno alla pietra
Veduta frontale: gli otto diamanti chiudono il cerchio intorno al turchese
Dall'alto di sbieco: i crateri della testa e delle spalle
Dall'interno dell'anello si vede il dorso grezzo del turchese attraverso il fondo aperto
L'anello indossato, visto dal dorso della mano
L'anello indossato di profilo: l'altezza della testa sul dito
Dettaglio ravvicinato su un ramo: le griffe d'oro e i fondi lasciati neri

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Turchese
Il turchese è una pietra tenera e porosa: si riga con poco e beve quello che tocca. Per questo non si sfaccetta ma si sgrossa e si lucida a cupola, e per questo si monta per ultimo, a montatura fredda e finita: sotto la fiamma il turchese vira al verde, e non torna indietro. Quasi tutto il turchese in commercio è stabilizzato con resina proprio per reggere il taglio, la lucidatura e l'incassatura. Chi lo porta ha una regola sola: il gioiello si sfila prima dei profumi, delle creme e dei detersivi, perché acidi, cosmetici e calore ne spengono l'azzurro, e l'azzurro perso non torna.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.