Il pendente appeso alla catena d'argento: la calotta brunita e la perla sotto

Collezione Marte·Pendente

Pendente Marte in argento brunito e oro con perla barocca dai riflessi rosa-oro e diamante

Sedici millimetri e trentotto di perla barocca, e sopra una calotta d'argento aperta a rami.

€350,00 P620bp

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La perla è la parte grande: una barocca d'acqua dolce dal profilo irregolare, un fianco più basso dell'altro e una piega che gira attorno al corpo. Il colore non sta fermo — il fondo è crema caldo, e sopra ci corrono il rosa, l'oro e il verde secondo come la si gira. Sopra la trattiene una calotta d'argento che non è una lamina: è un intreccio di rami sottili che si incrociano lasciando i vuoti fra l'uno e l'altro, brunito nero nei fondi e rilucidato solo sui rilievi, come in tutti i Marte, e in cima si chiude nell'appiccagnolo ricavato dallo stesso disegno. Sul davanti, fra i rami, un solo diamante taglio brillante sta in un castoncino d'oro giallo: è l'unico oro del pezzo. Dal rovescio la calotta resta aperta, e la spalla della perla si vede attraverso i vuoti.

Il pendente misura trentasei millimetri per venti, e la perla ne misura sedici e trentotto di diametro: la larghezza è quasi tutta perla, l'argento le sta sopra e non di fianco. Sei grammi e venti d'argento per il pendente, venti centesimi di grammo d'oro per il castoncino, e cinque centesimi di carato di diamante, colore G e purezza VVS. La catena è compresa nel prezzo: argento 925, cinquanta centimetri, sette grammi. La forma della perla non è stata scelta a catalogo — è quella che il mollusco ha depositato strato su strato, e la calotta è stata costruita addosso a questa e non a un'altra, per cui il pezzo non si rifà uguale. La madreperla però è tenera: si riga con l'unghia e si scioglie negli acidi, quindi il pendente si mette per ultimo, dopo il profumo, e si ripone asciutto.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

6,20 grammiArgento 925‰
0,20 grammiOro giallo 18kt 750‰
7,00 grammiArgento, catena 925‰
0,05 carati Diamanti · sul davanti della calotta, in castoncino d'oro
Metalli
Argento 925‰ e oro giallo 18kt 750‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucidata sui rilievi
Misure
Pendente 36 × 20 mm · catena 50 cm
Lavorazione
Realizzato interamente a mano. La calotta d'argento è modellata a rami irregolari e aperta a vuoti, uno per uno, poi brunita e rilucidata solo sui rilievi; il diamante è chiuso in un castoncino d'oro giallo saldato fra i rami, e la sede della perla è aggiustata sul profilo di questa e non di un'altra. La catena in argento è compresa.

Le pietre

Perla barocca

Corpo del pendente

Nota
Perla d'acqua dolce, diametro 16,38 mm

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Sul davanti della calotta, in castoncino d'oro 0,05ct Brillante G VVSUn diamante naturale
Di tre quarti: il diamante nel castoncino d'oro giallo fra i rami d'argento
Con la catena distesa: la piastrina Made in Florence e il gancio
Di fianco: la calotta scende sulle spalle della perla e la lascia libera sotto
Il rovescio della calotta: i punzoni dell'argento e i vuoti aperti da parte a parte
La calotta di fronte: i rami bruniti e il diamante al centro
Appeso in aria: i riflessi rosa, oro e verdi che corrono sulla perla
Appoggiato al legno: il contrasto fra l'argento brunito e il chiaro della perla
Dall'alto: quanto la calotta copre e quanto lascia scoperto
Di lato sul legno: la catena e il profilo irregolare della perla

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla barocca
Barocca vuol dire che la perla non è tonda, e che non è stata fatta diventare tonda: la madreperla si è depositata attorno a un nucleo che si era spostato, e ogni strato ha ripetuto lo scarto del precedente, finché il corpo è cresciuto con i suoi dossi e le sue pieghe. Una tonda si scarta e si rimpiazza con un'altra della stessa misura; una barocca no, non ne esiste una seconda con lo stesso profilo. Chi la monta lavora quindi su un pezzo unico: la sede va aggiustata a mano su quella forma, e forzarla scheggia la madreperla, che sopra il nucleo è spessa pochi decimi di millimetro.
Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.