La coppia su una pietra chiara: un brillante per orecchino, ognuno tenuto da quattro griffes

Collezione Gioielli Classici·Orecchini

Orecchini punto luce in oro bianco con diamanti creati in laboratorio

Un carato e quattro in due pietre: diamanti creati in laboratorio, colore E e purezza IF.

€1.350,00 O561blab

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Un diamante per orecchino e nient'altro intorno. La pietra sta dentro un cestello d'oro bianco a quattro griffes, ribattute una a una sopra la cintura; fra una griffe e l'altra il cestello è vuoto, e da quei fianchi aperti la luce entra anche di lato invece di fermarsi sulla tavola. Dietro, il perno diritto e la farfallina. Le due pietre sono diamanti cresciuti in laboratorio, non estratti: sta scritto qui, in cima, perché è la prima cosa da sapere e non l'ultima.

Un carato e quattro centesimi in tutto, poco più di mezzo carato per lobo. Colore E, purezza IF: incolore, e senza inclusioni visibili a dieci ingrandimenti; il rapporto è dell'IGI. Due grammi di oro bianco a diciotto carati per la coppia. Il carbonio è lo stesso di un diamante estratto, la durezza è la stessa, il taglio è lo stesso e la luce si comporta allo stesso modo: quello che cambia è dove la pietra è cresciuta, e quanto costa. A parità di peso e di grado una pietra estratta starebbe su un altro prezzo, ed è questa la ragione per cui a un carato e quattro, colore E e purezza IF, si arriva qui.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

2,00 grammiOro bianco 18kt 750‰
1,04 carati Diamanti · uno per orecchino
Metalli
Oro bianco 18kt 750‰
Misure
Diametro dell'orecchino 5,13 mm
Lavorazione
Realizzati a mano: il cestello a quattro griffes, le punte ribattute una a una sopra la cintura della pietra.

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Uno per orecchino 1,04ct Brillante E-IFDiamanti cresciuti in laboratorio, totale per la coppia; certificati IGI

Certificato Diamanti certificati IGI · colore E · purezza IF

I due punti luce posati su lastre di ardesia: le pietre contro il grigio scuro
Su tela di lino, di lato: i perni diritti e le farfalline dietro le pietre
Di profilo sulla pietra chiara: l'orecchino intero, dal cestello alla farfallina
I due orecchini in piedi, visti di fianco: quanto il cestello si alza sopra il lobo
Dall'alto sulla pietra chiara: le tavole delle due pietre a confronto
Ravvicinata: le faccette della corona e le quattro punte chiuse sulla cintura
Dettaglio dei due cestelli affiancati: i fianchi vuoti fra una griffe e l'altra
Un punto luce a quattro griffes indossato al lobo — ripresa d'ambiente fornita dall'azienda

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Diamante di laboratorio
Un diamante cresciuto in laboratorio è carbonio cristallizzato come quello che si forma nel mantello terrestre: stesso reticolo, stessa durezza al decimo grado, stesse faccette, stesso comportamento con la luce. I modi per farlo nascere sono due. Con l'HPHT una pressa riproduce attorno a un seme di diamante la pressione e la temperatura che stanno a centocinquanta chilometri di profondità; con il CVD un gas ricco di carbonio viene scomposto dentro una camera a bassa pressione e il carbonio si posa strato su strato sopra una lastrina di diamante. In tutti e due i casi si parla di settimane, dove in natura si parla di ere geologiche. A occhio nudo, e anche con la lente da dieci di un orafo, non si distingue da una pietra estratta: per riconoscerlo servono strumenti da laboratorio, che leggono le tracce lasciate dalla crescita. La differenza non sta nella pietra: sta nell'origine, e nel prezzo, che a parità di peso e di grado è una frazione di quello di un diamante estratto. Per questo va detto, e va detto prima: chi compra ha il diritto di sapere quale delle due cose sta comprando.
Certificazione IGI
L'International Gemological Institute è un laboratorio indipendente che pesa, misura e classifica la pietra, ed è quello a cui si rivolge gran parte del mercato dei diamanti cresciuti in laboratorio. Sul rapporto stanno il peso, il colore, la purezza e la qualità del taglio, e — è il punto che conta qui — il fatto che la pietra sia cresciuta in laboratorio e non nella roccia. Non è la parola di chi vende: è la misura di un terzo che dalla vendita non guadagna.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Montatura a griffes
Le griffes sono unghiette d'oro che si piegano sulla pietra e la trattengono con pochi millimetri di metallo, senza nessun castone dietro. Vanno chiuse a freddo, una per volta, con la gemma già in sede: una griffe stretta troppo incide la pietra, una lasciata larga la perde, e fra le due non c'è molto margine.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.