Perla d'acqua dolce
Una per orecchino, sospesa sotto la moneta su perno passante
- Taglio
- Non tagliata
- Nota
- Forma schiacciata e leggermente squadrata, 15 × 18 mm. L'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali, né il peso in carati
Collezione Fiorino·Orecchini
Venti millimetri di fiorino riprodotto sopra una perla schiacciata di quindici millimetri per diciotto.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Dal gancio pende una moneta tonda d'argento, e sotto la moneta una perla bianca. La faccia che sta in fuori porta il giglio di Firenze a rilievo, con le tre punte aperte e i due riccioli che scendono ai lati; il fondo attorno è scuro e il fiore viene avanti chiaro. Lungo il bordo, spezzata dal giglio, corre la scritta FLORENTIA, e fuori dalle lettere gira un anello di pallini in rilievo che chiude il tondello. Qui la moneta non ha cornice: è lei stessa il corpo dell'orecchino, forata in alto e in basso. Dal foro di sopra un anellino porta il gancio a monachella, avvolto a spirale sotto la curva; dal foro di sotto un perno passante scende dentro la perla e si chiude in fondo con una pallina d'argento. Voltando l'orecchino si vede l'altra faccia della moneta: san Giovanni Battista in piedi, con l'aureola e il bastone a croce, e attorno la scritta S·IOHANNES·B. La perla non è tonda e non è a goccia: è schiacciata e squadrata, quattro lati appena arrotondati e la superficie mossa da ondulazioni, per cui il riflesso non resta fermo in un punto ma corre a bande rosa e verdi quando l'orecchino gira.
Sei grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi in tutto: l'azienda dichiara quel peso una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. La moneta misura venti millimetri e cinque centesimi di diametro, la perla quindici per diciotto, e l'orecchino intero cinquantacinque. Il fiorino è una riproduzione, non una moneta antica: quello vero è la moneta d'oro che Firenze comincia a battere nel 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra. Qui c'è quel disegno, rifatto in argento e brunito perché il fiore e le lettere si stacchino dal fondo. Che le perle siano coltivate o naturali non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Vale invece per tutte la stessa avvertenza: sono carbonato di calcio tenuto insieme da una sostanza organica, stanno intorno al terzo grado di durezza e si sciolgono negli acidi, per cui si mettono dopo il profumo e si tolgono per prime.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per orecchino, sospesa sotto la moneta su perno passante
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.