I due orecchini di fronte: il giglio di Firenze a rilievo sulla moneta e la perla squadrata appesa sotto

Collezione Fiorino·Orecchini

Orecchini pendenti in argento con fiorino riprodotto e perla squadrata d'acqua dolce

Venti millimetri di fiorino riprodotto sopra una perla schiacciata di quindici millimetri per diciotto.

€135,00 OA164

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Dal gancio pende una moneta tonda d'argento, e sotto la moneta una perla bianca. La faccia che sta in fuori porta il giglio di Firenze a rilievo, con le tre punte aperte e i due riccioli che scendono ai lati; il fondo attorno è scuro e il fiore viene avanti chiaro. Lungo il bordo, spezzata dal giglio, corre la scritta FLORENTIA, e fuori dalle lettere gira un anello di pallini in rilievo che chiude il tondello. Qui la moneta non ha cornice: è lei stessa il corpo dell'orecchino, forata in alto e in basso. Dal foro di sopra un anellino porta il gancio a monachella, avvolto a spirale sotto la curva; dal foro di sotto un perno passante scende dentro la perla e si chiude in fondo con una pallina d'argento. Voltando l'orecchino si vede l'altra faccia della moneta: san Giovanni Battista in piedi, con l'aureola e il bastone a croce, e attorno la scritta S·IOHANNES·B. La perla non è tonda e non è a goccia: è schiacciata e squadrata, quattro lati appena arrotondati e la superficie mossa da ondulazioni, per cui il riflesso non resta fermo in un punto ma corre a bande rosa e verdi quando l'orecchino gira.

Sei grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi in tutto: l'azienda dichiara quel peso una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. La moneta misura venti millimetri e cinque centesimi di diametro, la perla quindici per diciotto, e l'orecchino intero cinquantacinque. Il fiorino è una riproduzione, non una moneta antica: quello vero è la moneta d'oro che Firenze comincia a battere nel 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra. Qui c'è quel disegno, rifatto in argento e brunito perché il fiore e le lettere si stacchino dal fondo. Che le perle siano coltivate o naturali non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Vale invece per tutte la stessa avvertenza: sono carbonato di calcio tenuto insieme da una sostanza organica, stanno intorno al terzo grado di durezza e si sciolgono negli acidi, per cui si mettono dopo il profumo e si tolgono per prime.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

6,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Moneta in argento brunito, rilievi e bordo perlinato rilucidati · gancio lucido
Misure
Lunghezza totale dell'orecchino 55 mm · diametro della moneta 20,05 mm · perla 15 × 18 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: il fiorino riprodotto in argento e brunito, i rilievi e il bordo di pallini rilucidati, il tondello forato in alto e in basso, l'anellino e il gancio a monachella montati sopra, il perno passante che porta la perla chiuso in fondo con una pallina d'argento.

Le pietre

Perla d'acqua dolce

Una per orecchino, sospesa sotto la moneta su perno passante

Taglio
Non tagliata
Nota
Forma schiacciata e leggermente squadrata, 15 × 18 mm. L'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali, né il peso in carati
Gli orecchini appesi a un ramo: le bande rosa e verdi che corrono sulla superficie delle perle
Il rovescio della moneta: san Giovanni Battista in piedi con l'aureola e il bastone a croce, e la scritta S·IOHANNES·B
Veduta di tre quarti: l'anello di pallini in rilievo che gira fuori dalla scritta FLORENTIA
Gli orecchini pendenti liberi, uno più alto dell'altro, con il fondo scuro della moneta
Veduta inclinata: l'anellino in alto sulla moneta e il perno che passa dentro la perla
Veduta di taglio: lo spessore sottile del tondello e della perla schiacciata

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Fiorino riprodotto
Il fiorino non è antico: è la riproduzione di un fiorino fiorentino, eseguita in argento. Il fiorino vero è la moneta d'oro che Firenze batte dal 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra, e le scritte FLORENTIA e S·IOHANNES·B lungo i bordi: quel disegno è quello che si riproduce, e nient'altro. Quello che si riproduce è un rilievo basso — un giglio, una figura in piedi, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Chiusura a monachella
Il gancio passa dietro il lobo e si chiude da solo. Si mette con un gesto, non ha viti da perdere e tiene il peso senza tirare.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.