Anello da uomo in argento con il giglio di Firenze su fondo brunito, veduta di tre quarti

Collezione Creazioni in Argento·Anello·Stile Fiorentino, giglio su fondo brunito

Anello da uomo in argento con giglio di Firenze su fondo brunito e gambo spatolato a faccette

Quattordici grammi e cinquantacinque d'argento, e sul gambo non c'è una faccia uguale all'altra.

€190,00 JA32

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il castone è un ovale bombato, e dentro sta il giglio di Firenze in argento chiaro, sollevato dal fondo. Il fondo intorno è brunito: non è smalto né pietra, è lo stesso argento scurito di proposito, così il fiore resta chiaro e tutto il resto sta indietro. Il gambo non ha spessore uguale: parte stretto e liscio sotto il dito e si allarga a spatola fino a reggere il castone, e su tutta quella parte non c'è un piano uguale al vicino — sono facce irregolari, lucidate a specchio una per una, che prendono la luce ognuna per conto suo. Dentro la fascia torna liscia.

Quattordici grammi e cinquantacinque d'argento a novecentoventicinque millesimi, e nessuna pietra. Un anello così sta in piedi su due cose sole: il disegno del giglio e la luce sul metallo. Il giglio va tenuto simmetrico dentro pochi millimetri, perché è uno stemma e chi guarda lo riconosce prima di leggerlo. Le facce del gambo vanno lucidate fin dentro gli spigoli, dove il panno non entra da sé, e una faccia lasciata indietro si vede come un'ombra in mezzo alle altre. La brunitura è l'operazione contraria: si scurisce tutto e poi si toglie il nero solo dove la luce deve tornare, e il punto in cui la mano si ferma decide quanto il fiore stacca dal fondo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

14,55 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Stile Fiorentino, giglio su fondo brunito
Finitura
Fondo del castone brunito, gambo lucido a faccette
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: il giglio lasciato in rilievo sul castone ovale e il fondo intorno brunito, il gambo allargato a spatola verso la spalla e ripreso a faccette, lucidate una per una.
L'anello di profilo: le faccette del gambo spatolato
Veduta di tre quarti su fondo di corteccia
Il castone ovale e la spalla, ripresi dall'alto
Il giglio in rilievo sul fondo brunito, veduta frontale
L'anello da dietro: l'interno liscio della fascia e il gambo che si allarga
L'anello al dito, veduta dall'alto
L'anello al dito di profilo: lo spessore del gambo
L'anello al dito, il castone ripreso da vicino
L'anello accanto a una catena d'argento, che non è compresa nel prezzo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Giglio fiorentino
Il giglio di Firenze non è il giglio araldico che si vede negli stemmi di Francia: ha due stami fra i petali, ed è quello il segno che lo distingue. Il fiore da cui viene è un iris, che cresceva selvatico intorno alla città. Rosso su fondo bianco lo è dal Duecento — prima i colori erano invertiti, e si scambiarono quando la città si divise fra le sue due parti. Per chi lo esegue in metallo il problema non è il significato ma la simmetria: il petalo centrale, i due laterali ricurvi, gli stami e la fascia che li stringe stanno dentro un ovale di pochi millimetri, e chi guarda riconosce lo stemma prima di leggere il disegno. Basta un petalo più corto del suo opposto e non è più il giglio di Firenze: è un fiore.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Gambo spatolato
Il gambo non gira intorno al dito con la stessa sezione: parte stretto di sotto e si allarga a spatola salendo, finché la fascia diventa una spalla piena capace di reggere il piano di sopra. È una forma che si ottiene aggiungendo e togliendo metallo dove serve, non piegando un nastro di spessore costante, e va portata uguale dalle due parti: un anello si guarda da sopra, e una spalla più larga dell'altra si vede prima ancora del disegno che porta.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.