Topazio azzurro
Al centro della coppa, sollevata sopra il nido
- Taglio
- Ovale a faccette
- Nota
- Topazio azzurro naturale, su otto griffes a due a due; peso in carati non dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Pendente·Castone a nido su coppa a foglia
Cinquantadue millimetri di pendente, e il topazio sollevato su otto griffe con l'aria sotto.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il corpo del pendente è una coppa d'argento a forma di foglia, ripiegata su sé stessa: un lato si alza, si arrotola e diventa il gancio da cui passa la catena, l'altro si allarga a conca. Il fondo della conca non è lucido — è lasciato opaco, con la trama fine di chi l'ha rifinito ancora addosso, e su quel fondo il topazio si stacca netto. La pietra è ovale, azzurra e a faccette, e non appoggia sul fondo: sta sollevata su otto griffe a due a due, con l'aria sotto. Sopra la coppa passano fili d'argento tondi che si incrociano, escono dal bordo, girano intorno alla conca e vanno a finire in punta sotto il pendente.
Quattordici grammi e ottanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, catena compresa; il pendente misura cinquantadue millimetri e la catena a pallini quaranta centimetri montata. Del topazio l'azienda dichiara che è naturale, e non ne dichiara il peso in carati. Il corpo non è ritagliato da una lastra: è fuso a cera persa, cioè costruito prima in cera e poi ottenuto rompendo lo stampo, che è il modo di avere in un pezzo solo una conca, dei fili che si accavallano e dei sottosquadri. Quello che resta da fare a mano dopo la fusione è però la parte più esposta: il fondo della coppa sta in piena vista tutt'intorno alla gemma, ed è opaco, quindi non c'è lucido che copra un segno di lima.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Al centro della coppa, sollevata sopra il nido
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.