Collezione Gioielli Classici·Anello
Anello trilogy classico in oro bianco con brillante centrale più grande dei laterali
Tre brillanti in fila, il centrale più grande dei due laterali: quarantacinque centesimi in tutto.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Tre brillanti in fila, e quello di mezzo è più grande dei due che lo affiancano: è la proporzione del trilogy classico, diversa da quella a tre pietre uguali. Ogni diamante ha il suo castone tondo, e da ogni castone si alzano sei griffe che si ripiegano una a una sulla cintura della pietra. Il fianco dei castoni non è pieno: è bucato, e nei vuoti passa la luce che entra di lato. La fascia è liscia e si assottiglia verso il retro.
Quattro grammi e venticinque di oro bianco a diciotto carati. I tre brillanti fanno quarantacinque centesimi di carato in tutto: colore F, l'ultimo dei tre gradi che si dicono incolori, e purezza VS1, cioè inclusioni che si trovano con la lente a dieci ingrandimenti e non a occhio nudo. Sei griffe invece di quattro tengono la pietra più ferma e le lasciano scoperto più fianco, ma vanno chiuse tutte alla stessa altezza: una più lunga si impiglia, una più corta non tiene.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Oro bianco 18kt 750‰
- Lavorazione
- Completamente realizzato a mano.
I diamanti
Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Taglio brillante
- Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
- Montatura a sei griffe
- Sei punte d'oro si alzano dal castone e si ripiegano una a una sulla cintura della pietra, tirate a mano finché ognuna preme quanto le altre. Sei prese tengono il diamante più fermo di quattro e ne lasciano scoperto più fianco, così la luce entra anche dai lati; ma vanno chiuse tutte alla stessa altezza, perché una griffa più lunga si impiglia e una più corta non tiene, e per stringerla dopo bisogna tornare con l'utensile sulla pietra già montata.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.











