Perla d'acqua dolce
Una per corolla, nel fondo di due delle tre calle
- Taglio
- Non tagliata
- Nota
- Due perle tonde e bianche, diametro 6,20 mm circa; l'azienda le dichiara naturali
Collezione Creazioni in Argento·Anello
Tre corolle e due perle da sei millimetri e venti: la calla vuota è quella che toglie la simmetria al gruppo.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Tre calle escono dalla fascia e si aprono in tre direzioni diverse. Ognuna è un cono di lamina d'argento arrotolato su sé stesso, con la punta tirata in avanti come la spata del fiore vero, e dentro la superficie è rigata da venature parallele che partono dal fondo e si allargano verso il bordo. Due delle tre corolle tengono una perla bianca, appoggiata nel punto in cui il cono si apre; la terza resta vuota, e serve a spostare il peso del gruppo di lato invece di lasciarlo simmetrico. L'argento è stato scurito e poi rilucidato solo sui bordi e sulle costole: il nero è rimasto in fondo ai coni, ed è quello che stacca il bianco delle perle dal metallo. Dietro, il gruppo è cavo e ruvido di fusione; la fascia torna un cerchio tondo e liscio, lucidato a specchio.
Dodici grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi, tutti nello stesso pezzo: il gruppo di calle sta da un lato e la fascia gli passa sotto, per cui il peso non è distribuito sul dito ma tutto sopra le nocche. Le due perle misurano sei millimetri e venti di diametro l'una, e l'azienda le dichiara naturali e d'acqua dolce — nate cioè in un mollusco di fiume o di lago, non nel mare. Sono la parte più tenera di tutto il pezzo: la perla è carbonato di calcio tenuto insieme da una sostanza organica, sta intorno al terzo grado di durezza e negli acidi si scioglie, quindi si mette dopo il profumo e si toglie per prima. E il nero in fondo alle corolle è quello che fa vedere le perle: un panno passato forte là dentro se lo porta via, e da lì non torna.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per corolla, nel fondo di due delle tre calle
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.