Il pendente sul cordoncino di seta nera ritorta, con l'appiccagnolo piatto

Collezione Monete Romane·Pendente

Pendente quadro in argento con moneta romana riprodotta in argento brunito

Diciannove millimetri per diciannove, e tutto — cornice e moneta — è d'argento.

€120,00 PA192AG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Qui non c'è bronzo: la moneta è d'argento come la cornice, ma scurita, e il nero è rimasto nei fondi mentre i rilievi sono stati rilucidati — la testa elmata di profilo, rivolta a destra, viene avanti chiara su un campo scuro. La cornice è un quadro con gli angoli arrotondati, battuto a martello sul bordo esterno, e fra il bordo e la moneta corre un giro inciso a foglie che segue il cerchio. In alto l'appiccagnolo è una piastrina piatta, e da lì passa il cordoncino di seta nera ritorta, che si chiude a bottone. Voltando il pendente si vede l'altra faccia della moneta, trattenuta da quattro linguette d'argento ripiegate sul bordo.

Sette grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi: è il peso di tutto, cornice e moneta comprese, perché su questo pezzo non c'è altro metallo. Il pendente misura diciannove millimetri per diciannove e la collana quarantuno centimetri. È il più stretto della famiglia, ed è l'unico quadro portato per il lato: i due a cuscino stanno appesi per la punta. La moneta è una riproduzione di una moneta romana; l'azienda non dichiara quale, e noi non lo aggiungiamo. Arriva nel suo box da regalo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,50 grammiArgento 925‰ — cornice e moneta
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Cornice martellata · moneta in argento brunito
Misure
Pendente 19 × 19 mm · lunghezza 41 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: la cornice sagomata quadra e battuta a martello sul bordo, il giro a foglie inciso attorno alla sede, la moneta riprodotta in argento e brunita, poi trattenuta da linguette ripiegate sul retro.
La cornice quadra di tre quarti, con il giro inciso a foglie attorno alla moneta
Il pendente inclinato, con lo spessore della cornice in vista
L'altra faccia della moneta, con le linguette che la trattengono e il punzone sull'appiccagnolo
Il pendente indossato, appoggiato sotto la scollatura

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Moneta romana riprodotta
La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Cornice martellata
La cornice si batte a martello quando è già sagomata, e ogni colpo lascia una faccetta storta che prende la luce per conto suo. Non c'è disegno da seguire: si tiene il ritmo e ci si ferma prima che il bordo si assottigli, perché il metallo battuto si allarga e cede proprio dove è stato colpito più volte. Per questo due cornici non escono mai identiche, e per questo l'ultimo colpo si decide guardando, non contando.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.