Il pendente sul cordoncino di seta nera ritorta, con l'anello aperto sopra la moneta

Collezione Monete Romane·Pendente

Pendente in argento brunito con moneta romana riprodotta sotto un anello martellato

Trentacinque millimetri d'altezza, e metà sono l'anello aperto che sta sopra la moneta.

€120,00 PA191AG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Sopra la moneta c'è un anello d'argento aperto, largo quanto la moneta stessa, e il cordoncino passa dentro quello: è la parte che allunga il pendente e che lo distingue dagli altri della famiglia, dove la seta passa invece in un anellino piccolo. L'anello è battuto a martello sulla faccia e resta vuoto in mezzo, così il nero del cordoncino si vede attraverso. La moneta è appesa sotto, dentro una ghiera anch'essa martellata: è d'argento brunito, con il nero rimasto nei fondi e i rilievi rilucidati, e sopra si legge una testa di profilo con la corona d'alloro e una fila di lettere latine lungo il bordo. Voltando il pendente c'è l'altra faccia, con una figura seduta e altre lettere.

Sei grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi in tutto: è il pezzo più leggero della famiglia e insieme il più alto — venti millimetri di larghezza per trentacinque di altezza, contando l'anello. La collana misura quarantuno centimetri e si chiude a bottone. È anche l'unico degli otto che l'azienda accompagna con un certificato delle caratteristiche. La moneta è una riproduzione di una moneta romana; quale, non è dichiarato, e noi non lo aggiungiamo. Arriva nel suo box da regalo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

6,00 grammiArgento 925‰ — cornice, anello e moneta
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Cornice e anello martellati · moneta in argento brunito
Misure
Pendente 20 × 35 mm · lunghezza 41 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: l'anello aperto sagomato e battuto a martello, la ghiera martellata chiusa sul bordo della moneta, la moneta riprodotta in argento e brunita, il cordoncino di seta con chiusura a bottone.
Il pendente ripreso più in basso, di tre quarti
La moneta di fronte: la testa laureata e le lettere lungo il bordo, dentro la ghiera martellata
L'altra faccia della moneta e l'interno dell'anello aperto, con il punzone
Il pendente indossato, appoggiato sotto la scollatura

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Moneta romana riprodotta
La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Cornice martellata
La cornice si batte a martello quando è già sagomata, e ogni colpo lascia una faccetta storta che prende la luce per conto suo. Non c'è disegno da seguire: si tiene il ritmo e ci si ferma prima che il bordo si assottigli, perché il metallo battuto si allarga e cede proprio dove è stato colpito più volte. Per questo due cornici non escono mai identiche, e per questo l'ultimo colpo si decide guardando, non contando.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

Richiedi un pezzo su misura
Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.