L'anello di tre quarti su una pietra chiara, la cupola forata rivolta in alto

Collezione Marte·Anello

Anello Marte da uomo in argento, cupola forata a sommità piatta

Dodici grammi e quarantacinque d'argento in una cupola cava, tagliata piatta in cima.

€240,00 AA184

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Sopra il dito l'anello si alza in una cupola larga, e la cupola non è piena: è un guscio d'argento bucato da vuoti tondi e ovali di misure diverse, tenuti insieme dai cordoli di metallo che avanzano fra l'uno e l'altro. In cima però il guscio non finisce a punta né a calotta — è tagliato piatto, in un piano ovale, e quel piano è la prima cosa che si vede quando la mano è ferma. Da sotto si guarda dentro e non c'è niente: la parete è sola, e la luce che entra dai vuoti di un lato esce da quelli dell'altro. La fascia che regge tutto questo è invece stretta e liscia, e passa sotto il dito senza ingombro. Fuori il metallo è rilucidato sui cordoli, dentro e nei fondi resta scuro.

Dodici grammi e quarantacinque d'argento a novecentoventicinque millesimi, e stanno tutti nel guscio e nella fascia: la cupola è alta e larga ma non pesa quanto sembra, perché è vuota. È la ragione per cui un anello di questo ingombro si porta, e insieme la ragione per cui è difficile da fare — dietro la parete non c'è niente che sostenga il metallo mentre lo si apre, e il pieno che resta fra un vuoto e l'altro è tutta la struttura che l'anello ha. La sommità piatta è dichiarata dall'azienda ed è quello che lo separa dagli altri Marte in argento, che sono lo stesso disegno con la cupola tonda o con la fascia diritta. L'azienda lo dichiara anello da uomo. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,45 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Lavorazione
Realizzato in modo artigianale nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
Tre quarti dall'altro lato: la fascia sottile che regge la cupola
La cupola vista da sopra: la sommità è tagliata piatta in un piano ovale
Di profilo: quanto la cupola si alza sopra la fascia
La cupola quasi di fronte, con i vuoti di misure diverse
Veduta laterale: il fianco della cupola e il raccordo con la spalla
L'anello inclinato, con i cordoli lucidi e i fondi scuri in contrasto
Il profilo intero, dalla fascia stretta fino alla sommità
L'interno della cupola: il guscio è vuoto e dentro l'argento resta scuro
L'anello al dito, la sommità piatta rivolta verso chi guarda
Al dito di tre quarti: l'ingombro della cupola sulla mano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.