Turchese
Al centro, fra i bracci d'argento
- Taglio
- Cabochon ovale
- Nota
- Naturale
Collezione Marte·Anello
Sei diamanti grigi per cinquantotto centesimi, ognuno alzato nel suo castone d'oro sulla punta di un ramo d'argento.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il turchese è un cabochon ovale, azzurro chiaro, posato di sbieco sulla testa dell'anello: non lo chiude un castone continuo, lo tengono bracci d'argento che gli si piegano sopra come rami. Intorno, l'argento non è una fascia liscia ma una crosta bucata da parte a parte, brunita nei fondi e rilucidata sui rilievi, così il nero resta dentro i crateri e il chiaro sui bordi. Sui rami stanno sei diamanti grigi, ognuno alzato nel suo castone d'oro giallo a quattro griffe, piantati senza simmetria: due vicino alla pietra, gli altri scalati verso le spalle. Da dietro la testa è vuota, si guarda attraverso, e sotto il dito la fascia torna liscia.
Tredici grammi e sessanta d'argento a novecentoventicinque millesimi contro un grammo d'oro a diciotto carati: l'argento pesa quasi quattordici volte l'oro, e l'oro sta tutto nei sei castoni, cioè nell'unico punto che tocca i diamanti e che non annerisce come fa l'argento. I diamanti sono naturali, taglio brillante, di colore grigio, e sommano cinquantotto centesimi di carato: poco meno di dieci centesimi ciascuno. Il turchese è tenero — fra cinque e sei nella scala di Mohs, meno duro del quarzo che c'è in qualunque polvere di casa — e poroso: acidi, cosmetici, profumi e calore gli cambiano il colore. Si toglie prima di lavarsi le mani e si ripulisce con un panno asciutto.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Al centro, fra i bracci d'argento
Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.