Anello Marte in argento con topazio azzurro a cuore, veduta d'insieme

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento a fascia forata con topazio azzurro a cuore da 13,90 carati

Dieci grammi e dodici d'argento traforato, e al centro un topazio azzurro a cuore da tredici carati e novanta.

€430,00 AA211t

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Al centro c'è un topazio azzurro a cuore, sfaccettato sopra e sotto e largo quasi quanto la fascia che lo regge: la luce ci entra dentro, rimbalza sul padiglione e torna fuori a schegge, e l'azzurro resta chiaro anche nei fondi. Lo tengono tre griffe d'argento finite a pallino, due sui lobi e una sulla punta. Sotto, la fascia sale verso la pietra e non è liscia: è traforata da vuoti che non si ripetono mai uguali, sinuosi, di larghezze diverse, scuri nei fondi e rilucidati sui bordi. I vuoti passano da parte a parte, e da dentro l'anello si vede la luce attraverso il metallo. È il disegno della collezione intitolata a Marte, e qui gira tutt'intorno al dito, non solo sopra.

Dieci grammi e dodici d'argento a novecentoventicinque millesimi, e un topazio di tredici carati e novanta. Il cuore appoggia su tre griffe soltanto, e per reggerlo la fascia deve restare spessa anche dove i vuoti la attraversano: quei dieci grammi stanno quasi tutti lì. I vuoti non sono stampati, si aprono uno per uno, e ogni pieno tolto è materia che non torna. Il topazio è dichiarato pietra naturale dall'azienda. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

10,12 grammiArgento 925‰
13,90 carati Topazio azzurro · a cuore, sfaccettato
Metalli
Argento 925‰
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

Le pietre

Topazio azzurro

Al centro, fra tre griffe a pallino

Taglio
A cuore, sfaccettato
Carati
ct 13,90
Nota
Dichiarato pietra naturale dall'azienda
Il cuore di topazio di fronte, fra le tre griffe a pallino
Veduta laterale: il traforo della fascia e il profilo sfaccettato della pietra
L'interno della fascia: i vuoti passano da parte a parte
L'anello visto dalla punta del cuore, la fascia che sale verso la pietra
L'anello appoggiato su un legno, il cuore in primo piano
Le faccette della corona contro la luce, sul legno
L'anello indossato, veduta di tre quarti
L'anello indossato, il cuore di fronte sul dito

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Taglio a cuore sfaccettato
Il contorno a cuore si taglia prima delle faccette, e da lì non si torna indietro: tutto quello che viene dopo deve stare dentro quella sagoma. Il punto difficile è la simmetria rispetto all'asse che passa fra i due lobi — l'occhio perdona una faccetta storta, non un cuore storto, e mezzo millimetro di differenza fra un lobo e l'altro si vede subito. Sotto, il padiglione segue un contorno che non è tondo, quindi le faccette non possono essere tutte uguali: vanno calcolate una per una perché la luce torni su tutta la sagoma e non si spenga nell'incavo fra i lobi.
Topazio azzurro
Il topazio è un silicato di alluminio, e in natura è quasi sempre incolore. L'azzurro che si vede in gioielleria nasce quasi sempre da un trattamento: il grezzo incolore viene irradiato e poi scaldato, e il colore che ne esce è stabile e non sbiadisce. Il topazio azzurro di origine naturale esiste, ma è raro e di solito molto pallido — su una pietra azzurra e satura il trattamento è quindi la regola e non l'eccezione, ed è una pratica dichiarata e accettata nel commercio delle gemme. Per chi monta conta un'altra cosa: il topazio si sfalda lungo un piano netto, parallelo alla base. Un colpo dato nella direzione sbagliata non scheggia un angolo, apre la pietra in due — per questo si tiene su griffes che la prendono sul contorno e la lasciano libera, e su un topazio già in sede un castone non si ribatte.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.