L'anello di tre quarti sulla pietra bianca: l'ametista a scacchiera nel castone d'oro giallo e il corpo d'argento brunito aperto a vuoti irregolari.

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento e oro con ametista a scacchiera e diamanti grigi

Quattro carati d'ametista a scacchiera, sopra dodici grammi d'argento aperto a vuoti irregolari.

€1.110,00 A876amb

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corpo dell'anello è argento brunito, aperto da vuoti che non si ripetono mai uguali: i fondi restano neri, i rilievi tornano chiari, e i fori passano da parte a parte. Al centro sta l'ametista tonda, con la corona tagliata a scacchiera — sulla superficie si legge una griglia di quadretti invece delle punte del brillante, e il viola resta pieno anziché spezzarsi in scintille. La chiude un castone d'oro giallo dal bordo battuto irregolare, con quattro lobi d'oro che si ripiegano sulla pietra. Intorno, sul metallo scuro, i diamanti grigi sono piantati uno per uno, ognuno fermato dalle sue griffe d'oro. È lo stesso corpo dell'anello Marte con quarzo citrino e degli orecchini con l'ametista sfaccettata: in una di queste fotografie l'anello sta accanto agli orecchini.

L'ametista è di quattro carati, la stessa misura di ciascuna delle due pietre degli orecchini. I diamanti naturali di colore grigio, taglio brillante, fanno ventiquattro centesimi di carato in tutto. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa dodici grammi e venti, l'oro giallo a diciotto carati due e cinquanta: quattordici grammi e settanta in mano, e l'oro sta solo dove deve tenere qualcosa — il castone della pietra e le griffe dei diamanti.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

2,50 grammiOro giallo 18kt 750‰
12,20 grammiArgento 925‰
4,00 carati Ametista · tonda, corona a scacchiera
0,24 carati Diamanti · attorno alla pietra, sul corpo d'argento
Metalli
Oro giallo 18kt 750‰ · Argento 925‰
Lavorazione
Realizzato a mano. Corpo in argento traforato a vuoti irregolari, brunito nei fondi e lucidato sui rilievi; castone della pietra centrale e griffe dei diamanti in oro giallo.

Le pietre

Ametista

Al centro, nel castone d'oro

Taglio
Tonda, corona a scacchiera
Carati
ct 4,00
Nota
Pietra unica

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Attorno alla pietra, sul corpo d'argento 0,24ct Brillante Diamanti naturali di colore grey · totale
Ripresa frontale: i quattro lobi d'oro ripiegati sul bordo della pietra e i diamanti grigi nelle loro griffe.
Tre quarti da destra: quanto il castone d'oro alza la pietra sopra il corpo d'argento.
Veduta laterale: lo spessore del metallo e i fori che lo attraversano da parte a parte.
L'anello in piedi, visto attraverso il cerchio: l'interno della fascia e l'altezza del gambo.
Tre quarti da dietro: il gambo liscio che si allarga nelle spalle bucate.
Ravvicinato di tre quarti: i fondi neri della brunitura contro i rilievi rilucidati.
L'anello intero di fronte: la sagoma a croce delle spalle attorno all'ametista.
Sulla scorza di legno, di tre quarti: il colore dell'ametista in piena luce.
Macro sulla corona della pietra: il reticolo di quadretti del taglio a scacchiera.
Dall'alto, sul legno: i vuoti irregolari dell'argento e i diamanti disposti senza fare corona.
Sul legno, da un angolo basso: il profilo del castone e le griffe d'oro che fermano i diamanti.
L'anello al dito, che ne mostra la misura reale sulla mano.
L'anello accanto agli orecchini Marte con la stessa ametista: gli orecchini non sono compresi nel prezzo.

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Taglio a scacchiera
Sulla corona le faccette non convergono verso una punta: si incrociano in una griglia di quadrati, come una scacchiera. È un taglio che non cerca la scintilla ma la profondità del colore, e per questo si usa sui quarzi e sulle gemme dove il colore è il soggetto.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.