Il bracciale inarcato sopra un legno scuro, con la targhetta del bassotto in alto

Collezione Jolly Jewels·Bracciale·Moderno, casual-chic

Bracciale con targhetta d'argento e bassotto smaltato su cinturino di caucciù

Un bassotto in smalto nero al centro di diciannove centimetri e mezzo di caucciù.

€290,00 JF034M

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il cinturino è una fascia piatta di caucciù nero opaco. Al centro è montata una targhetta rettangolare d'argento, chiusa da una cornice lucida: dentro la cornice il fondo è riempito di smalto nero, e sul nero corre la sagoma di un bassotto vista di fianco, risparmiata nel metallo — il muso, l'orecchio, il dorso lungo, le quattro zampe corte. Due fermi d'argento tengono la fascia più avanti e più indietro, con la stessa riga di smalto nero in una scanalatura. Alle estremità due terminali quadrati, martellati e battuti a punzone, si chiudono su un moschettone d'argento con una catenella corta; alla catenella pende una targhetta tonda che porta da un lato la scritta «Made in Florence» e dall'altro una figurina incisa.

Diciassette grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, diciannove centimetri e mezzo di lunghezza totale, nove millimetri di larghezza per l'argento e sette per il caucciù. Il caucciù è la parte che regge l'acqua, il sudore e il gesto di infilarsi una manica: è per questo che un bracciale così si porta tutti i giorni, e l'azienda lo dà per unisex. Lo smalto invece è la parte che non si corregge: il nero riempie l'incavo attorno alla sagoma, e il bassotto è esattamente quello che il nero non ha coperto — o il contorno viene netto, o si ricomincia dalla targhetta. Di che famiglia sia quello smalto l'azienda non lo dichiara, e a occhio non si attribuisce.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

17,50 grammiArgento 925‰
Caucciù Cinturino nero, 7 mm
Smalto nero Fondo della targhetta e riga dei fermi
Metalli
Argento 925‰
Stile
Moderno, casual-chic
Misure
Lunghezza totale 19,5 cm · larghezza 9 mm · cinturino in caucciù 7 mm
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda. La targhetta centrale è d'argento, con l'incavo riempito di smalto nero e la sagoma del bassotto risparmiata; anche i due fermi lungo il cinturino portano una riga dello stesso smalto. I terminali quadrati sono battuti a punzone, e la chiusura è un moschettone d'argento con catenella di regolazione. L'azienda lo dà per unisex.
Il bracciale appoggiato su un ramo di legno chiaro, ripreso dall'alto lungo tutto il cinturino
Il bracciale disteso su una pietra bianca, con la chiusura che resta dietro
Il cinturino curvo sulla pietra, ripreso quasi a filo del piano
Veduta laterale: i due fermi d'argento e la targhetta fra loro
Macro della targhetta: la sagoma del bassotto risparmiata nel fondo di smalto nero
Il rovescio della targhetta tonda appesa alla catenella, con la figurina incisa e il punzone 925
Il terminale quadrato martellato nel punto in cui il caucciù entra nell'argento
La chiusura per intero: i due terminali punzonati, il moschettone e la targhetta «Made in Florence»
La chiusura ripresa da vicino, con la catenella di regolazione distesa
Il bracciale su un cuscino chiaro, tutta la lunghezza in vista
Il bracciale al polso, veduta dall'alto
Il bracciale al polso ripreso di taglio, con la targhetta vista di profilo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Smalto
Lo smalto è vetro: macinato fino alla polvere, steso sul metallo e portato a diverse centinaia di gradi finché fonde e diventa una superficie sola con il pezzo. Prima del fuoco è polvere bagnata che si sposta con un soffio; dopo non si ritocca, perché correggere un punto vuol dire rimandare sul fuoco anche tutto il colore già cotto, e a ogni passaggio si rischia la bolla, la crepa da raffreddamento e il colore che vira. Le famiglie hanno nomi propri e si riconoscono da come il metallo trattiene il colore: champlevé, quando il colore sta in incavi scavati nella lastra; cloisonné, quando sta dentro muretti di filo saldati sul fondo; a freddo, quando al posto del vetro c'è una resina che indurisce senza fuoco. Sono lavorazioni diverse fra loro, e non si attribuiscono a occhio.
Caucciù
Il caucciù è gomma, non metallo: non si salda, non si lucida e non si ricuoce. Su un pezzo che lo monta insieme all'argento tutto il lavoro di fiamma finisce prima, e la fascia entra per ultima dentro i terminali che le si stringono attorno; da quel momento sul bracciale non si scalda più niente. In cambio regge quello che la pelle non regge — l'acqua, il sudore, il sapone — e resta della stessa larghezza per tutta la vita del pezzo, perché non si allunga con l'uso. Quello che teme sono il calore e i solventi: profumi, alcol e oli aggrediscono la gomma, e una gomma aggredita si crepa invece di ammorbidirsi.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.