Il cuore di quarzo Madera in primo piano su un ramo, con la catena che sale a destra

Collezione Marte·Pendente

Pendente Marte in argento forato con quarzo Madera a cuore da 16 millimetri

Un cuore di quarzo Madera di sedici millimetri per sedici, tenuto da tre sole griffe d'argento.

€320,00 Pa230q

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Al centro c'è un cuore di quarzo Madera, sfaccettato sopra e sotto, con una tavola larga in cima e le faccette che scendono a raggiera fino alla punta. L'arancio è caldo e non sta fermo: nei fondi va sul bruno, in controluce si apre sul giallo miele. Lo tengono tre griffe d'argento finite a pallino, due sui lobi e una sulla punta — sul davanti non c'è altro metallo che tocchi la pietra. Sotto, la montatura è un cuore d'argento pieno e bombato, bucato da crateri tondi di diametri diversi che passano da parte a parte: attraverso ognuno si vede l'arancio del padiglione, che li accende da dentro. I fondi restano neri e i rilievi sono rilucidati, come in tutti i Marte: il disegno viene avanti per contrasto. Il cuore non pende da un appiccagnolo — la catena si aggancia direttamente alle due griffe alte, una per lato, e la pietra resta ferma al centro del collo invece di dondolare.

Il cuore misura sedici millimetri per sedici, e la catena quarantaquattro centimetri. Ventuno grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi: è il peso di tutto insieme, montatura e catena, perché l'azienda non li separa. Del quarzo non dichiara i carati, e i carati non li aggiungiamo noi; dichiara invece che la pietra è naturale. «Madera» non è una specie mineralogica: è il nome che il commercio dà a questo bruno-arancio, e viene dal vino liquoroso dell'isola portoghese. Tenere una pietra su tre sole prese vuol dire che ognuna delle tre lavora per un terzo, e che la sagoma del cuore deve appoggiare esatta nella sua sede: non c'è una quarta griffe che rimedi, e stringerne una di più per compensare vuol dire incidere il quarzo. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro. Se la catena sia compresa nel prezzo la scheda dell'azienda non lo dice: ne dichiara la lunghezza dentro le misure del pendente, e i ventuno grammi sono il peso di tutto.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

21,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Misure
Cuore 16 × 16 mm · lunghezza 44 cm
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: la montatura a cuore aperta a crateri tondi passanti, brunita nei fondi e rilucidata sui rilievi; il quarzo tenuto da tre griffe finite a pallino, due sui lobi e una sulla punta; la catena agganciata direttamente alle due griffe alte. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

Le pietre

Quarzo Madera

Al centro, fra tre griffe a pallino

Taglio
A cuore, sfaccettato
Nota
Cuore di 16 × 16 mm; dichiarato pietra naturale dall'azienda. Il peso in carati non è dichiarato
Veduta frontale: il cuore fermo al centro della catena, agganciato alle due griffe alte
Il pendente sospeso, girato di tre quarti
Di fianco: i crateri passanti della montatura, con l'arancio della pietra che li attraversa
Veduta laterale: lo spessore della montatura sotto la pietra
Di tre quarti su una pietra chiara: la fila di crateri sotto il quarzo
Il pendente appoggiato su una pietra chiara, con la catena distesa dietro
Il cuore di fronte: le tre griffe a pallino, due sui lobi e una sulla punta
Di tre quarti: la tavola larga del quarzo e le faccette del contorno
Il pendente sul legno, veduta frontale ravvicinata
Dettaglio sul legno: i crateri della montatura in piena luce
Dettaglio ravvicinato del quarzo Madera, con la catena che corre dietro

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Taglio a cuore sfaccettato
Il contorno a cuore si taglia prima delle faccette, e da lì non si torna indietro: tutto quello che viene dopo deve stare dentro quella sagoma. Il punto difficile è la simmetria rispetto all'asse che passa fra i due lobi — l'occhio perdona una faccetta storta, non un cuore storto, e mezzo millimetro di differenza fra un lobo e l'altro si vede subito. Sotto, il padiglione segue un contorno che non è tondo, quindi le faccette non possono essere tutte uguali: vanno calcolate una per una perché la luce torni su tutta la sagoma e non si spenga nell'incavo fra i lobi.
Quarzo Madera
«Madera» non è una specie mineralogica: è un nome di commercio, preso dal vino liquoroso dell'isola portoghese, e indica un quarzo di colore bruno-arancio. In questa famiglia il colore quasi mai è quello con cui la pietra è uscita dalla terra: gran parte dei quarzi gialli, aranci e bruni sul mercato nasce ametista o quarzo affumicato e prende quel tono in forno, a qualche centinaio di gradi, dove il ferro chiuso nel reticolo cambia stato e con lui cambia il colore. È una pratica vecchia di secoli, stabile e accettata nel commercio delle gemme, e a occhio non si legge: quello che arriva in vetrina è il risultato, non la storia. Per chi lo lavora resta comunque un quarzo — durezza sette, nessun piano di sfaldatura netto — ma un colore ottenuto col calore il calore lo teme: sotto la fiamma un bruno-arancio può schiarire, e non torna indietro. Si incassa quindi a montatura fredda e finita.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.