Topazio azzurro
Una pietra per orecchino, dentro l'incavo del nastro
- Taglio
- Ovale sfaccettato
- Nota
- Dichiarato dall'azienda come «pietra dura»; il peso in carati non è dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Orecchini
È la sola delle tre pietre che non stacca sull'argento: lo continua.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Sul lobo appoggia una sfera d'argento satinato; da lì scende un nastro largo che si piega a mandorla e si scava in una conca, satinata dentro e rilucidata sul bordo, incrociata da un secondo nastro sottile lasciato a specchio. Dentro la conca, su quattro griffes, sta un topazio azzurro ovale sfaccettato. Di tutte e tre le pietre montate su questa stessa montatura è quella che dialoga di più con il metallo: l'azzurro è freddo e chiaro come l'argento che lo circonda, e invece di staccare sul fondo lo continua, tanto che a mezza distanza si legge prima la forma e poi il colore. Sotto le faccette la pietra resta trasparente da parte a parte — si vede il fondo satinato attraverso di lei. In basso il nastro largo si chiude in una falce staccata dal corpo, e accanto le corre il filo sottile che finisce a punta.
Quarantacinque millimetri dal lobo alla punta, un centimetro e sette di larghezza. L'argento è a novecentoventicinque millesimi e pesa sette grammi e settanta: l'azienda dichiara quel numero una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. Il corpo è colato, non ritagliato: il modello nasce in cera e la cera si perde nello stampo, ed è il solo modo di ottenere una conca con quel sottosquadro. Il topazio ha un difetto che le altre due pietre di questa serie non hanno: si sfalda lungo un piano netto e parallelo alla base, per cui un colpo dato nel verso sbagliato non ne scheggia un angolo, la apre in due. Per questo qui sta su quattro griffes che la prendono sul contorno e la lasciano libera, invece che dentro un castone da ribattere. Il peso in carati non è dichiarato dall'azienda, e non lo aggiungiamo noi.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una pietra per orecchino, dentro l'incavo del nastro
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.