Anello da uomo in argento dorato con l'iniziale in corsivo su fondo nero, veduta di tre quarti

Collezione Creazioni in Argento·Anello·Iniziale in corsivo su smalto nero, gambo intrecciato

Anello da uomo in argento dorato con iniziale in corsivo su smalto nero e gambo intrecciato

Nove grammi d'argento dorato: tutto il fregio floreale sta dentro il tratto di una lettera sola.

€165,00 AAUF9

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La testa è un quadrato con gli angoli tondi, e dentro il fondo è nero: sopra quel nero sta una lettera sola, in corsivo, d'oro. Non è una lettera piena — dentro il tratto grosso corre un fregio di foglioline incise a bulino, così anche la lettera ha il suo disegno, e da vicino si vede che il segno grande è fatto di segni piccoli. Il bordo della testa è un filo liscio e lucido. Le due spalle sono un intreccio: nastri che passano uno sopra l'altro e si incrociano, e ogni nastro è rigato per lungo di righe fitte, così l'intreccio non riflette come metallo lucido ma come una stoffa. Tutto il pezzo è dorato, testa e gambo.

Nove grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi, dorati. L'oro sopra è oro vero, ma è uno strato di pochi micron: cambia il colore e non il peso, e con gli anni si consuma dove l'anello sfrega — il rovescio della fascia, gli spigoli dei nastri — e lì torna a vedersi il bianco dell'argento. La doratura si rifà. Quello che non si rifà è la lettera: il fregio dentro il tratto si apre a bulino, e il bulino non graffia, solleva un truciolo, e quello che si è tolto non torna. Per questo l'iniziale si concorda prima che la lavorazione cominci: l'anello nasce con quella lettera, non ci viene adattato dopo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

9,00 grammiArgento dorato 925‰
Metalli
Argento 925‰ dorato
Stile
Iniziale in corsivo su smalto nero, gambo intrecciato
Finitura
Dorata; testa liscia e lucida, nastri del gambo rigati
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: il gambo intrecciato a nastri rigati, la lettera lasciata in metallo sulla testa e il fondo intorno chiuso di smalto nero, i motivi floreali incisi a bulino dentro il tratto della lettera; la doratura per ultima, su tutto il pezzo. L'iniziale si concorda prima della lavorazione: l'anello nasce con quella lettera e non è un pezzo pronto da personalizzare dopo. Nelle fotografie la lettera è «F».
La testa e il gambo intrecciato, ripresi di tre quarti
La testa vista da sopra, la lettera sul fondo di smalto
Veduta di scorcio: l'intreccio dei nastri sulla spalla
La spalla intrecciata e il bordo della testa, ripresi da vicino
L'anello da dietro: l'interno della fascia sotto la testa
L'anello al dito: le foglioline incise dentro il tratto della lettera

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

L'iniziale incisa
L'iniziale non è una lettera presa da un alfabeto già pronto e appoggiata sopra: si disegna sul piano dell'anello, e nel tratto grosso del corsivo si apre a bulino un fregio di foglie, uno per volta. La lettera esiste solo per chi la porta, e l'anello nasce con quella. Non c'è correzione: un solco sbagliato non si richiude, e un piano già inciso non si ripiana senza portarlo via tutto. Per questo la lettera si concorda prima che la lavorazione cominci, e non dopo.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Smalto
Lo smalto è vetro: macinato fino alla polvere, steso sul metallo e portato a diverse centinaia di gradi finché fonde e diventa una superficie sola con il pezzo. Prima del fuoco è polvere bagnata che si sposta con un soffio; dopo non si ritocca, perché correggere un punto vuol dire rimandare sul fuoco anche tutto il colore già cotto, e a ogni passaggio si rischia la bolla, la crepa da raffreddamento e il colore che vira. Le famiglie hanno nomi propri e si riconoscono da come il metallo trattiene il colore: champlevé, quando il colore sta in incavi scavati nella lastra; cloisonné, quando sta dentro muretti di filo saldati sul fondo; a freddo, quando al posto del vetro c'è una resina che indurisce senza fuoco. Sono lavorazioni diverse fra loro, e non si attribuiscono a occhio.
Doratura
La doratura è oro vero, ma in strato sottilissimo: il pezzo d'argento già finito si immerge in un bagno e la corrente ci deposita sopra qualche micron d'oro — quanto basta a cambiare il colore, non abbastanza a cambiare il peso. Si fa per ultima, su un metallo pulito fino allo specchio, perché qualunque residuo resti sotto lo strato ci resta chiuso e prima o poi affiora. E va detta per quello che è: sotto c'è argento. Con gli anni lo strato si consuma dove il gioiello sfrega, e in quei punti torna a vedersi il bianco. Non è un difetto della lavorazione: è la natura di pochi micron, e si rifà.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.