Ametista
Una per orecchino, in fondo, dentro un castone chiuso
- Taglio
- A goccia, a cabochon
- Nota
- Dichiarata naturale dall'azienda; il peso in carati non è dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Orecchini
Trentacinque millimetri dal lobo alla punta: sopra il verde del peridoto, sotto la goccia viola dell'ametista.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Ogni orecchino è fatto di tre pezzi appesi uno sotto l'altro, e ognuno gira sul proprio anellino. Sul lobo sta un bottone d'argento bombato, con la superficie ruvida e opaca e un piccolo incavo tondo al centro, come un ciottolo consumato dall'acqua. Sotto, un peridoto ovale sfaccettato tenuto da quattro griffes: è la pietra piccola, ed è l'unica delle due che scintilla — il verde ha dentro una nota gialla, e sotto le faccette cambia intensità a ogni movimento. In fondo pende la più grande: un'ametista a goccia, sgrossata a cabochon e chiusa dentro un castone d'argento a lastra continua che le corre attorno per tutto il contorno e le sale sul bordo per un filo. Il viola non è steso uniforme — corre a bande più cupe e a zone quasi trasparenti — e la cupola liscia non manda scintille ma un riflesso solo, lungo, che scorre quando l'orecchino dondola. Verde e viola sono i due colori più lontani che si possano appendere allo stesso filo d'argento, e qui stanno uno sotto l'altro senza niente in mezzo che li accordi.
Trentacinque millimetri dal lobo alla punta, e sette grammi e novanta d'argento a novecentoventicinque millesimi: l'azienda dichiara quel peso una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. Peridoto e ametista non hanno niente in comune se non il posto che occupano, e dietro tutti e due c'è lo stesso elemento: il peridoto è olivina, e il verde gli viene dal ferro che sta nel cristallo da quando si è formato; l'ametista è quarzo, e il viola le viene ancora dal ferro, ma entrato nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione della roccia. Stesso metallo dentro la pietra, due colori opposti fuori. Il peridoto è anche il più delicato dei due da montare: fra sei e mezzo e sette sulla scala delle durezze è più tenero del quarzo, e la pressione che assesta un'ametista su di lui è già troppa — per questo sta su griffes, che lo prendono in quattro punti e lo lasciano libero, mentre la goccia viola regge un castone ribattuto tutt'intorno. L'azienda dichiara le pietre naturali; il peso in carati non lo dichiara, e non lo aggiungiamo noi.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per orecchino, in fondo, dentro un castone chiuso
Una per orecchino, fra il bottone del lobo e l'ametista
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.