Ametista
Due, affiancate al contrario una dell'altra, in castoni a lastra aperti sul fondo
- Taglio
- Cabochon a goccia
- Nota
- Dichiarate naturali dall'azienda; misure e peso in carati non dichiarati
Collezione Creazioni in Argento·Anello·Castoni a lastra su fondo aperto, gambo a due bracci incrociati
Otto grammi e ottanta d'argento per due gocce d'ametista montate al contrario una dell'altra, e un peridoto verde nel punto in cui si sfiorano.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Le due ametiste sono gocce, e sono montate al contrario una dell'altra: la punta della prima guarda in su, quella della seconda in giù, e i fianchi tondi si sfiorano al centro. Nessuna delle due ha una faccetta — sono sgrossate e lucidate a cupola, e il viola dentro non è steso uniforme: corre a bande più chiare e più cupe, e contro luce si vedono le velature e qualche piega scura. A tenerle c'è una lastra d'argento chiusa su tutto il contorno, ma sotto non c'è fondo: da dietro le due gocce si vedono per intero, base piatta compresa. Nel punto in cui i due castoni si incontrano, appoggiato di lato e sollevato su un collarino suo, sta un peridoto molto più piccolo: verde acido, questo sì sfaccettato, tagliato a goccia e tenuto da quattro griffes, una delle quali gli chiude la punta. Il gambo è liscio e lucido, e sotto le pietre si apre in due bracci che passano uno sopra l'altro.
Otto grammi e ottanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, e quasi tutti stanno nei due castoni e nei bracci che li reggono. L'ametista è quarzo, e il viola le viene dal ferro entrato nel reticolo mentre il cristallo cresceva: per questo il colore corre a bande invece di essere pieno, e chi taglia deve decidere dove far cadere la banda scura. È anche un colore che si consuma — il calore lo vira e la luce forte e continua lo spegne piano — quindi l'anello non si lascia al sole sul davanzale. Il peridoto è olivina, e il verde non gli viene da un trattamento: è ferro, dentro il cristallo da quando si è formato. È però più tenero dei quarzi, fra sei e mezzo e sette sulla scala delle durezze, e teme gli acidi e gli sbalzi di temperatura: montarlo accanto a due pietre più dure vuol dire chiudere quelle quattro griffes premendo molto meno di quanto si farebbe su un'ametista. Le misure delle pietre e il peso in carati non sono dichiarati dall'azienda, e non li aggiungiamo noi.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Due, affiancate al contrario una dell'altra, in castoni a lastra aperti sul fondo
Uno, di lato nel punto in cui i due castoni si incontrano, su quattro griffes
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.