Ametista
Una goccia per orecchino, appesa alla calotta d'argento
- Taglio
- Goccia lucidata, senza faccette
- Nota
- Ametiste naturali, diametro 7,98 mm
Collezione Marte·Orecchini
Sessanta millimetri dal lobo alla punta, e i perni sono d'oro perché l'argento non tocchi il lobo.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Ogni orecchino è fatto di tre pezzi appesi uno all'altro. In cima, sul lobo, c'è una foglia d'argento a cui è stato tolto tutto il tessuto: restano la nervatura centrale e le vene laterali, che si incurvano e si richiudono sul bordo, e in mezzo il vuoto. L'argento è brunito nei fondi e rilucidato sulle vene, come in tutti i Marte, e attraverso i vuoti si vede passare il giallo del perno che sta dietro. Sotto, appesa a un anellino che la lascia dondolare, c'è una calotta dello stesso argento bucato a crateri, con qualche pallino tondo sui rilievi: si chiude sulla spalla della goccia e la tiene. La goccia è d'ametista, lunga e affusolata, e non ha una faccetta: è una superficie continua, lucidata, che si stringe in alto e si chiude tonda in fondo. Il viola non è uniforme — corre a bande, più chiare e più cupe — e dentro la pietra si vedono le venature e qualche piccola inclusione scura.
Dal lobo alla punta l'orecchino misura sessanta millimetri, e più di metà di quella lunghezza è pietra; la goccia ha un diametro di sette millimetri e novantotto centesimi. Dieci grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi fanno le due foglie e le due calotte. L'oro giallo a diciotto carati è novanta centesimi di grammo e sta tutto nei perni che attraversano il lobo: non è un ornamento, è la scelta di non far toccare l'argento alla pelle, e infatti dal davanti l'oro quasi non si vede. L'ametista è quarzo, e il viola le viene dal ferro entrato nel reticolo mentre il cristallo cresceva: per questo il colore corre a bande invece di essere pieno, e per questo si sceglie una pietra per volta guardando dove la banda scura cade. È anche un colore che si consuma — il calore lo vira e la luce forte e continua lo spegne piano — quindi gli orecchini non si lasciano al sole sul davanzale.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una goccia per orecchino, appesa alla calotta d'argento
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.