L'anello di tre quarti su una pietra chiara: la sfera d'argento sopra il dito

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento a fascia bombata a sfera, guscio forato a pallini

Quindici grammi e venti d'argento chiusi in una sfera cava, forata da parte a parte.

€220,00 AA173AG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Sopra il dito la fascia non si allarga in una cupola: si chiude in una sfera. È un guscio d'argento tondo da ogni parte, e non è pieno — è aperto da vuoti irregolari che passano da parte a parte, e guardando dentro uno si vede la luce che entra da quello opposto. Il metallo rimasto fra un vuoto e l'altro corre come una rete di rami, e a ogni nodo della rete c'è un pallino in rilievo, rilucidato, che sporge dal fondo. Il fondo invece è brunito quasi al nero: la sfera si legge come uno scuro tenuto insieme da una maglia chiara. La fascia riprende lo stesso disegno e si stringe scendendo verso l'interno del dito, dove torna liscia.

Quindici grammi e venti d'argento a novecentoventicinque millesimi: fra i Marte in argento è il più pesante, e tutto quel metallo sta in un guscio che dentro è vuoto. Una sfera non si tiene ferma sul banco come una lastra e non si apre dall'alto: il corpo è chiuso e curvo, ogni foro va aperto su una superficie che scappa sotto l'attrezzo, e all'interno non si torna più a rifinire. Quello che regge la sfera è soltanto il pieno che avanza fra un vuoto e l'altro, e dove se ne toglie troppo la parete cede proprio lì — su un guscio chiuso non c'è modo di rinforzarla da dentro. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

15,20 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Lavorazione
Realizzato in modo artigianale nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
La sfera quasi dall'alto, con i pallini in rilievo su ogni nodo della rete
L'anello coricato: il guscio è bucato da ogni lato
Veduta dall'interno del cerchio: dentro la sfera non c'è niente
Di profilo, l'anello in piedi: quanto la sfera si alza sulla fascia
Il profilo dall'altro lato: la fascia che si allarga fino a chiudersi in sfera
L'anello al dito, la sfera vista dall'alto
Al dito di tre quarti: l'ingombro della sfera sulla mano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Sfera cava traforata
Una lastra piana si tiene ferma sul banco e si apre dall'alto; una sfera no. Il corpo è chiuso e cavo, quindi ogni foro va aperto su una superficie che scappa sotto l'attrezzo, e la punta che sfonda esce nel vuoto senza incontrare niente dietro. L'interno non si raggiunge più: i bordi vanno ripresi uno per uno dal solo lato accessibile, quello di fuori. E la sfera sta in piedi soltanto per il pieno che avanza fra un vuoto e l'altro — tolto troppo in un punto, la parete cede proprio lì, e su un guscio chiuso non c'è modo di rinforzarla da dentro.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.