L'anello di tre quarti: la perla in cima e le volute d'argento che salgono a tenerla

Collezione Creazioni in Argento·Anello·Motivi floreali sul gambo

Anello in argento a volute floreali con perla grigia di Tahiti da 12,81 mm

Dodici millimetri e ottantuno di perla grigia di Tahiti, tenuta dai riccioli d'argento che formano tutto il gambo.

€380,00 AA232p

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La perla sta in cima, tonda e grande, grigia con un caldo sottofondo bruno; una fascia di luce le corre sopra, e verso il basso il colore si fa più cupo. Non è chiusa in un castone: la tengono i riccioli d'argento che salgono dal gambo e si stringono attorno alla sua base come petali. E il gambo non è una fascia piena: è un nastro d'argento piegato in volute che si allargano man mano che salgono verso la perla, e fra una voluta e l'altra resta il vuoto — guardando l'anello di fronte si vede attraverso. L'argento è lucidato a specchio dappertutto, anche dentro le curve; non c'è nessuna parte brunita, e nessuna pietra oltre alla perla.

La perla misura dodici millimetri e ottantuno di diametro. L'argento pesa nove grammi e ottanta ed è l'unico metallo del pezzo: non c'è oro da nessuna parte. Il laboratorio la dichiara naturale e grigia di Tahiti — il grigio quindi non è una tinta, è il colore che la madreperla ha preso crescendo nell'ostrica dai bordi neri. Resta la parte tenera dell'anello: sta intorno al terzo grado di durezza, si riga con l'unghia e si scioglie negli acidi, quindi si mette per ultimo, dopo il profumo, e si toglie prima di lavarsi le mani. Anche le volute che la trattengono sono d'argento, e l'argento è tenero: se una si apre va richiusa da chi l'ha fatta, perché piegata a freddo due volte s'incrudisce e si spezza.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

9,80 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Motivi floreali sul gambo
Finitura
Lucida
Lavorazione
Completamente realizzato a mano. Il gambo è formato da volute d'argento che si aprono a giorno e salgono attorno alla perla, chiudendosi sulla sua base; l'argento è lucidato anche dentro le curve, e non c'è nessuna parte brunita.

Le pietre

Perla di Tahiti

In cima, fra le volute d'argento

Taglio
Tonda
Nota
Perla naturale grigia, diametro 12,81 mm
Veduta frontale: i riccioli si aprono sotto la perla e la stringono alla base
Di fianco: le volute scendono lungo il gambo e lasciano i vuoti fra l'una e l'altra
L'anello in piedi, di fronte: si vede attraverso il gambo
Dall'alto, di sbieco: il riflesso scuro che corre sulla perla
Tre quarti dall'altro fianco: le anse aperte del gambo
L'anello al dito, visto dall'alto
L'anello al dito di tre quarti: quanto la perla sporge dalla mano
L'anello al dito, la perla di fronte

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla di Tahiti
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo. Non è un cristallo cresciuto nella roccia: è madreperla, che l'ostrica deposita a strati sottilissimi attorno a un nucleo, uno sopra l'altro per anni, e la luce che si vede in superficie è la somma di quegli strati. Il grigio delle Tahiti è suo di nascita: viene dalla Pinctada margaritifera, l'ostrica dai bordi neri, e non è una tinta. Ma la madreperla è tenera: si riga con l'unghia, e profumo, lacca, aceto e sudore la corrodono in superficie finché il riflesso si spegne. Si rimette via asciutta, e mai chiusa in una busta dove l'aria non passa.
Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Volute a giorno
Il gambo non è una fascia forata: è un nastro d'argento piegato in riccioli che si toccano soltanto dove serve, e i vuoti fra l'uno e l'altro sono quello che resta, non quello che è stato tolto. Ogni punto in cui due volute si incontrano è una saldatura che deve sparire alla vista e insieme reggere la stretta della mano: se se ne salta una il ricciolo lavora da solo e col tempo si apre. E la lucidatura va portata dentro le curve, dove il panno non entra da sé — chi ci rinuncia lascia l'unico segno che poi si vede.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.