Collezione Prestige·Pendente·Stile Fiorentino
Pendente Prestige in oro bianco e giallo, cuscino traforato con catena passante
Due tubi d'oro giallo agli angoli alti: la catena ci passa dentro.
Su prenotazione
Le date si concordano
Questo non è un oggetto da mettere nel carrello: è un posto in atelier, e il giorno si concorda. Scrivi qui quello che ti serve sapere — date, orari, quante persone — e ti rispondiamo con le disponibilità di Anna Gioielli.
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Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Un cuscino quadrato, gonfio su tutte e due le facce e traforato a maglia regolare. Sopra la maglia corrono quattro nervature in rilievo che vanno dagli angoli al centro, e al centro un diamante sta in un castone tondo chiuso. La catena non si aggancia a un anellino sopra il pendente: passa dentro due tubi d'oro giallo saldati agli angoli alti, uno per lato.
Cinque grammi di oro a diciotto carati. Al centro un diamante naturale taglio brillante da ventuno centesimi; sulle nervature e sulla maglia, altri diamanti per trentatré centesimi. Dietro il cuscino è aperto e si vede il punzone: qui il traforo non è un ornamento sulla faccia, è la struttura che tiene su tutto il resto.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Oro bianco e giallo 18kt 750‰
- Stile
- Stile Fiorentino
- Lavorazione
- Lavorato a mano, col traforo e con l'incisione a bulino.
I diamanti
Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Traforo
- Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
- Lavorazione a rete
- Il traforo non fa un buco solo: ne fa una maglia regolare, e ogni maglia deve reggere il peso delle altre. Sbagliare un taglio significa indebolire tutta la rete.
- Incisione a bulino
- Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
- Due ori sullo stesso pezzo
- Bianco e giallo hanno durezze e temperature di saldatura diverse: montarli insieme vuol dire lavorare due metalli che non reagiscono allo stesso modo sotto la fiamma, e farli combaciare senza che il giunto si veda.
- Catena passante
- La catena non si aggancia a un anellino sopra il ciondolo: attraversa due tubi saldati agli angoli alti, e il pendente ci scorre sopra. I due tubi devono stare sullo stesso asse e avere lo stesso passaggio interno, perché la maglia scorra senza forzare; se uno resta fuori squadra il ciondolo si mette storto sul collo, e dopo non si raddrizza, perché la saldatura è già dentro il traforo.
- Taglio brillante
- Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.










