La coppia appoggiata su pietre chiare, di tre quarti: la calotta bucata di ogni orecchino

Collezione Marte·Orecchini

Orecchini Marte da lobo, mezza sfera cava d'argento traforata da 23 mm con perno in oro

Ventitré millimetri di guscio vuoto appoggiati al lobo, e trenta centesimi di grammo d'oro nel solo punto che attraversa l'orecchio.

€300,00 OA128

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Ogni orecchino è mezza sfera d'argento larga ventitré millimetri, e non è piena: è un guscio, aperto dietro e bucato da parte a parte. I vuoti non si ripetono uguali — hanno forme e larghezze diverse, e il metallo che avanza fra l'uno e l'altro corre in nastri con i bordi ingrossati a goccia, come se ci fosse cresciuto sopra. I fondi restano neri e i rilievi sono rilucidati, come in tutti i Marte: il disegno viene avanti per contrasto. Girato, il retro è vuoto: attraverso i fori si vede l'interno brunito, e una sola traversa d'argento chiude l'apertura, porta il perno d'oro giallo e i punzoni.

Sedici grammi e venti d'argento a novecentoventicinque millesimi, e trenta centesimi di grammo d'oro a diciotto carati. L'oro sta soltanto nei perni, e ci sta per un motivo pratico dichiarato dal laboratorio: è la parte che attraversa il lobo, e chi non tollera l'argento con l'oro non ha problemi. Ventitré millimetri sono una misura larga per un orecchino che sta appoggiato all'orecchio, e a renderla portabile è il fatto che dentro non ci sia niente: un guscio vuoto non tira sul lobo come tirerebbe una palla piena della stessa misura. Lo stesso vuoto, però, è anche il problema di chi lo fa, perché il pieno che avanza fra un foro e l'altro è tutta la struttura che la calotta ha.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

16,20 grammiArgento 925‰
0,30 grammiOro giallo 18kt 750‰
Metalli
Argento 925‰ e oro giallo 18kt 750‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Misure
Diametro 23 mm
Lavorazione
Realizzati a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: la calotta cava aperta a vuoti irregolari e ripresa sui bordi dal lato esterno, brunita nei fondi e rilucidata sui rilievi; una traversa d'argento chiude il retro, porta i punzoni e regge il perno da lobo in oro giallo, saldato all'argento.
I due orecchini affiancati e ripresi di fronte: il disegno dei vuoti sulla cupola
Veduta da dietro: il retro aperto, il perno in oro giallo e la farfallina
L'orecchino rovesciato: l'interno brunito del guscio, la traversa con i punzoni e il perno d'oro
La coppia posata su un legno secco, vista dall'alto
Dettaglio ravvicinato: i bordi dei vuoti ingrossati a goccia sulla calotta
Un orecchino in primo piano sul legno, il secondo sfocato alle spalle
La calotta vista di profilo, con il secondo orecchino appoggiato più in basso
L'orecchino indossato: la mezza sfera appoggiata al lobo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Sfera cava traforata
Una lastra piana si tiene ferma sul banco e si apre dall'alto; una sfera no. Il corpo è chiuso e cavo, quindi ogni foro va aperto su una superficie che scappa sotto l'attrezzo, e la punta che sfonda esce nel vuoto senza incontrare niente dietro. L'interno non si raggiunge più: i bordi vanno ripresi uno per uno dal solo lato accessibile, quello di fuori. E la sfera sta in piedi soltanto per il pieno che avanza fra un vuoto e l'altro — tolto troppo in un punto, la parete cede proprio lì, e su un guscio chiuso non c'è modo di rinforzarla da dentro.
Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.