La coppia appoggiata a pietre chiare, le due perle dentro l'incavo scurito

Collezione Creazioni in Argento·Orecchini

Orecchini pendenti in argento a goccia aperta con perla d'acqua dolce

Sei centimetri di goccia vuota, e l'argento dietro la perla è scurito apposta perché il bianco si veda.

€270,00 OL48O2ma

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corpo dell'orecchino è una goccia lunga e vuota. Un nastro d'argento largo parte dall'alto, scende, gira in fondo e risale: nel giro si incava come un cucchiaio, e l'incavo è scurito quasi al nero mentre il bordo che lo delimita è stato rilucidato a specchio. Sopra lo stesso percorso corre un secondo nastro, sottile, che disegna una seconda goccia dentro la prima e lascia un vuoto sottile fra le due. Dentro l'incavo, appoggiata dove il giro è più largo, sta la perla bianca: il nero dietro non è un caso, è quello che le tiene il riflesso: su un fondo lucido la perla si sarebbe confusa con l'argento. In alto il nastro si stringe e diventa il gancio a monachella, che si assottiglia a punta e passa dietro il lobo.

Sei centimetri di altezza contando il gancio, e dodici grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi: l'azienda dichiara quel peso una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. La perla misura dodici millimetri per nove e mezzo: l'azienda la chiama tonda, ma quei due numeri dicono che è leggermente schiacciata, e nelle fotografie si vede. Che sia coltivata o naturale non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Vale invece per tutte le perle una cosa sola: sono carbonato di calcio tenuto insieme da una sostanza organica, stanno intorno al terzo grado di durezza e si sciolgono negli acidi, per cui vanno messe dopo il profumo e tolte per prime. Su questi orecchini c'è un secondo motivo per farlo: l'argento scurito dietro la perla è la parte che rende il pezzo, e un panno passato troppo forte là dentro se lo porta via.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,50 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nell'incavo, lucida sui bordi e sul gancio
Misure
Altezza con gancio a monachella 6 cm · perla 12,00 × 9,5 mm
Lavorazione
Realizzato a mano: il nastro d'argento piegato a goccia e incavato nel giro, il fondo scurito e i bordi rilucidati a specchio, il secondo nastro sottile che disegna la goccia interna, la perla assestata nell'incavo, il gancio a monachella ricavato dallo stesso nastro che sale.

Le pietre

Perla d'acqua dolce

Una per orecchino, appoggiata nell'incavo della goccia

Taglio
Non tagliata
Nota
12,00 × 9,5 mm; l'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali, e il peso in carati non è dichiarato
Ravvicinata di tre quarti: il nero del fondo contro il bordo rilucidato a specchio
Veduta frontale: il nastro sottile che disegna una seconda goccia dentro la prima
I due orecchini in piedi, con i ganci a monachella in tutta la loro lunghezza

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Chiusura a monachella
Il gancio passa dietro il lobo e si chiude da solo. Si mette con un gesto, non ha viti da perdere e tiene il peso senza tirare.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.