Morganite
Una per orecchino, in fondo, dentro un castone chiuso
- Taglio
- Ovale a cabochon
- Nota
- Dichiarata naturale dall'azienda; il peso in carati non è dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Orecchini
Quaranta millimetri in tutto, e tre pezzi che girano ognuno sul proprio anellino.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Ogni orecchino è fatto di tre pezzi appesi uno sotto l'altro, e ognuno gira sul proprio anellino. Sul lobo sta un disco d'argento bombato e ruvido, con la superficie granulosa e un piccolo incavo tondo al centro, come un ciottolo consumato. Sotto, un'ametista ovale sfaccettata tenuta da quattro griffes: è la pietra piccola, ed è anche l'unica delle due che scintilla. In fondo, la più grande: una morganite ovale a cabochon, chiusa dentro un castone d'argento a lastra continua che le corre attorno per tutto il contorno. Il rosa è chiaro e lattiginoso, tenuto insieme da velature bianche che si vedono contro luce, e la cupola non manda scintille ma un riflesso solo, lungo, che si sposta con il movimento. Fra il violetto acceso della pietra piccola e il rosa pallido di quella grossa non c'è gradazione: sono i due estremi dello stesso colore, messi a dieci millimetri l'uno dall'altro.
Quaranta millimetri dal lobo alla punta — corti, per un orecchino che porta una pietra di quella misura — e dodici grammi e venti d'argento a novecentoventicinque millesimi: l'azienda dichiara quel peso una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. Morganite e ametista appartengono a due famiglie che non hanno niente in comune: la prima è berillo, come lo smeraldo, e il rosa le viene dal manganese; la seconda è quarzo, e il viola le viene dal ferro. Che finiscano vicine è una scelta di colore, non di parentela. La morganite è sgrossata a cabochon e non sfaccettata, e non è un risparmio: il rosa del berillo si vede per lo spessore che la luce attraversa, quindi la pietra si taglia alta e piena, perché su una lastra sottile quel colore sparirebbe. Il peso in carati delle due pietre non è dichiarato, e non lo aggiungiamo noi.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per orecchino, in fondo, dentro un castone chiuso
Una per orecchino, fra il disco del lobo e la morganite
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.