Anello Marte in argento con lastra di lapislazzuli, veduta d'insieme

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento con lastra rettangolare di lapislazzuli

Ventidue grammi e quaranta d'argento, e sopra una lastra di lapislazzuli da quindici per venti millimetri.

€250,00 AA206la

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Sopra sta una lastra di lapislazzuli, rettangolare, quindici per venti millimetri, tagliata piana e lucidata: blu pieno, attraversato da schiarite di calcite e punteggiato di scintille dorate di pirite. La tengono quattro griffe d'argento a pallino, una per angolo, e su un angolo il metallo si allunga sopra la pietra come un ramo. Tutto il resto è argento: una fascia massiccia, scavata e bucata da crateri tondi di misure diverse, scura nei fondi e rilucidata sui bordi. I fori passano da parte a parte, e da dentro l'anello si vede il blu attraverso il metallo. La fascia non si assottiglia sotto il dito: i crateri continuano fino in fondo.

Ventidue grammi e quaranta d'argento a novecentoventicinque millesimi. Sono più del doppio di un anello a fascia comune, e stanno tutti nella struttura: una fascia bucata da parte a parte ha bisogno di spessore per non cedere sotto la mano, e lo spessore pesa. Il lapislazzuli non è un minerale solo, è una roccia: lazurite per il blu, calcite per le schiarite chiare, pirite per i punti dorati. Per questo due lastre non sono mai uguali.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

22,40 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Misure
Pietra 15 × 20 mm
Lavorazione
Realizzato in argento 925 e rifinito a mano.

Le pietre

Lapislazzuli

Sopra, fra quattro griffe a pallino

Taglio
Lastra piana
Misura
15 × 20 mm
Colore
Blu intenso con inclusioni dorate di pirite
Composizione
Principalmente lazurite, con calcite e pirite
Nota
Pietra naturale, in commercio detta lapis
Veduta laterale: lo spessore della fascia e il cerchio del dito
La lastra dall'alto, con i punti dorati di pirite
L'interno della fascia: i crateri passano da parte a parte
Il profilo dell'anello, con i crateri tondi di misure diverse
Le griffe a pallino che tengono la pietra ai quattro angoli
L'argento scavato sul fianco, scuro nei fondi e chiaro sui bordi
La lastra di fronte: il blu, le schiarite di calcite, la pirite
L'anello appoggiato su un legno, di tre quarti
Dettaglio del metallo che sale sopra la pietra su un angolo
L'anello indossato, veduta frontale
L'anello indossato, veduta di tre quarti

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Taglio a tavola
La pietra non ha corona né faccette: è segata a lastra piana e lucidata sulla faccia in vista. Non c'è luce da rimandare, c'è solo il colore e quello che il minerale ha dentro, quindi la lastra va presa dove la venatura tiene: un piano storto rispetto agli strati fa saltare un angolo sotto la mola, e su una pietra già segata non si recupera.
Lapislazzuli
Il lapislazzuli non è un minerale solo: è una roccia. Il blu è lazurite, le schiarite chiare che l'attraversano sono calcite, e le scintille dorate sono pirite — ferro, non oro, entrato nella roccia mentre si formava. Per questo due lastre non sono mai uguali, e per questo si sceglie a occhio, una per una: troppa calcite spegne il blu, e una vena di pirite nel punto sbagliato taglia in due il disegno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.