Il pendente sul cordoncino di caucciù nero, con la perlina d'argento

Collezione Monete Romane·Pendente

Pendente in argento con moneta romana riprodotta NEPTUN e cornice a filo ritorto

Venti millimetri di moneta d'argento, e il nome NEPTUN ancora leggibile nel campo.

€120,00 PA120PAG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La moneta è d'argento come la cornice, e sopra si legge una testa di profilo rivolta a destra con, di fianco, il nome NEPTUN scritto per lungo nel campo: è il solo pezzo della famiglia in cui la moneta arriva con un nome. Il bordo del pendente non è una lastra ma un filo d'argento ritorto, chiuso ad anello attorno alla moneta, e le spire corrono tutte con lo stesso passo; dentro il filo un cerchio d'argento liscio fa da ghiera e stringe il tondello sul bordo. In alto c'è un anellino, e da lì passa il cordoncino nero di caucciù, fermato più su da una perlina d'argento. Voltando il pendente si vede l'altra faccia della moneta, con una figura in piedi.

Sette grammi e quaranta d'argento a novecentoventicinque millesimi: è il peso di tutto, perché qui anche la moneta è d'argento e non c'è altro metallo. Il tondello misura venti millimetri esatti di diametro, la collana quarantasette centimetri. La moneta è una riproduzione di una moneta romana, e il nome NEPTUN è l'unica cosa che l'azienda dichiara di lei: né epoca né zecca, e noi non le aggiungiamo. Arriva nel suo box da regalo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,40 grammiArgento 925‰ — cornice e moneta
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Cornice a filo ritorto
Misure
Diametro 20,00 mm · lunghezza del pendente 47 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: la moneta riprodotta in argento, la ghiera liscia chiusa sul bordo, il filo ritorto sagomato e saldato ad anello attorno alla cornice, il cordoncino di caucciù compreso.
Il pendente per intero, con la cornice a filo ritorto attorno alla moneta
La moneta di fronte: la testa di profilo e il nome NEPTUN nel campo
L'altra faccia della moneta, con la figura in piedi
Il rovescio visto da vicino, appoggiato sul marmo
Le spire del filo ritorto viste di tre quarti
Il pendente inclinato, con lo spessore della cornice in vista

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Moneta romana riprodotta
La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Cornice a filo ritorto
Il bordo non è una lastra: è un filo d'argento ritorto su sé stesso e poi chiuso ad anello attorno alla moneta. Il passo della torsione deve restare uguale per tutto il giro, perché l'occhio conta le spire come conta i denti di un ingranaggio e ne vede subito una più lunga. E il punto in cui il filo si salda su sé stesso va nascosto dentro una spira: se resta fuori è un tratto liscio in mezzo a un disegno che liscio non è.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.