Perla d'acqua dolce
Una, appoggiata nell'incavo della goccia
- Taglio
- Non tagliata
- Nota
- 12,00 × 9,5 mm; l'azienda non dichiara se sia coltivata o naturale, e il peso in carati non è dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Pendente
Cinque centimetri e mezzo di goccia vuota, e la perla non è incastrata: sta appoggiata nell'incavo, con il nero dietro a farle da fondo.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il corpo del pendente è una goccia lunga e vuota. Un nastro d'argento largo parte dall'alto, scende, gira in fondo e risale: nel giro si incava come un cucchiaio, e l'incavo è scurito quasi al nero mentre il bordo che lo delimita è stato rilucidato a specchio. Sopra lo stesso percorso corre un secondo nastro, sottile, che disegna una seconda goccia dentro la prima e lascia un vuoto stretto fra le due. Dentro l'incavo, appoggiata dove il giro è più largo, sta la perla bianca: il nero dietro non è un caso, è quello che le tiene il riflesso: su un fondo lucido la perla si sarebbe confusa con l'argento. In alto i due nastri si torcono l'uno sull'altro e l'argento si ripiega in un passante largo, dentro cui scorre il cordoncino di seta verde. Dal rovescio si vedono la coppa che regge la perla e, sul fianco del nastro, il punzone del titolo.
Cinque centimetri e mezzo di altezza per il solo pendente, e sette grammi e dieci d'argento a novecentoventicinque millesimi: pesa poco per la sagoma che ha, perché è quasi tutto vuoto — il metallo sta sul contorno, e dentro non c'è che la coppa della perla. La perla misura dodici millimetri per nove e mezzo: l'azienda la chiama tonda, ma quei due numeri dicono che è leggermente schiacciata, e nelle fotografie si vede. Che sia coltivata o naturale non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Il cordoncino è compreso nel prezzo: sessanta centimetri di seta verde, con i terminali in argento, il moschettone e una catenella corta per accorciarlo. È la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo; l'argento invece si rilucida sempre, ma non dentro l'incavo, perché lì lo scuro è il disegno. Chi preferisce il metallo può chiedere all'azienda di aggiungere una catena d'argento. Il cofanetto è compreso.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una, appoggiata nell'incavo della goccia
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.