Il pendente sul cordoncino di seta marrone, veduta d'insieme

Collezione Monete Romane·Pendente

Pendente in argento con moneta romana riprodotta in bronzo su quattro griffes, cordoncino marrone

Diciannove millimetri e ventisette di moneta, tenuti da quattro griffes e nient'altro.

€125,00 PA195AG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La moneta è di bronzo, scura, con il rilievo che tira sul ramato dove la luce lo prende, e non è chiusa dentro un castone: la tengono quattro griffes d'argento, una per ogni quarto, ripiegate sul bordo. Sopra si legge una testa di profilo con la corona d'alloro, rivolta a destra, e attorno corre una fila di lettere latine ancora leggibili. La cornice che gira dietro le griffes è d'argento battuto a martello e ha il bordo irregolare. Il cordoncino è di seta marrone, fermato sopra il pendente da una perlina d'argento, e finisce in due terminali con una catenina extension che allunga la collana.

Otto grammi e quarantacinque è il peso dichiarato del pendente montato, fra la cornice in argento a novecentoventicinque millesimi e il tondello di bronzo. La moneta misura diciannove millimetri e ventisette di diametro, e la collana quarantasei virgola cinque centimetri. Il pendente e i terminali sono rodiati: sopra l'argento c'è uno strato di rodio che tiene lontana l'ossidazione. La moneta è una riproduzione di una moneta romana; l'azienda non dichiara quale, e noi non lo aggiungiamo. Arriva nel suo box da regalo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

Argento 925‰ — cornice, terminali e catenina extension
Bronzo moneta
8,45 grammiPeso totale pendente montato
Metalli
Argento 925‰ · bronzo (moneta)
Finitura
Cornice martellata · pendente e terminali rodiati
Misure
Diametro del pendente 19,27 mm · lunghezza della collana 46,5 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: la cornice battuta a martello, le quattro griffes chiuse a freddo sul bordo della moneta, il pendente e i terminali rodiati, il cordoncino di seta montato con catenina extension.
Il pendente indossato, appoggiato sotto la gola
La cornice di tre quarti, con le quattro griffes chiuse sul bordo della moneta
La perlina d'argento che ferma il cordoncino sopra il pendente
La moneta di bronzo di fronte: la testa laureata e le lettere lungo il bordo
I terminali e la catenina extension in argento, alla chiusura del cordoncino

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Moneta romana riprodotta
La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Cornice martellata
La cornice si batte a martello quando è già sagomata, e ogni colpo lascia una faccetta storta che prende la luce per conto suo. Non c'è disegno da seguire: si tiene il ritmo e ci si ferma prima che il bordo si assottigli, perché il metallo battuto si allarga e cede proprio dove è stato colpito più volte. Per questo due cornici non escono mai identiche, e per questo l'ultimo colpo si decide guardando, non contando.
Rodiatura
Il rodio è un metallo del gruppo del platino e sull'argento si deposita per via galvanica, in uno strato spesso pochi millesimi di millimetro. Non è una vernice: è metallo su metallo, e serve a fermare la solforazione — l'argento nudo si ingrigisce all'aria, quello rodiato no. Lo strato però è sottile quanto un fiato, quindi il pezzo va sgrassato fino all'ultimo alone prima del bagno: dove resta un'impronta il rodio non prende, e il punto che salta si vede solo dopo, quando lì l'argento ricomincia a scurirsi da solo.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.